POLITICA

Conte fa il bilancio del 2020 e annuncia: “Presto il Recovery Plan”

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Terza conferenza stampa di fine anno per Giuseppe Conte da presidente del Consiglio. La seconda nel governo giallorosso, che sta affrontando giorni politicamente complicati. Tra una Legge di Bilancio in dirittura di arrivo anche al Senato, il piano vaccinale, il Recovery Plan, il rilancio dell’azione dell’esecutivo e le punzecchiature pressoché quotidiane da parte di Matteo Renzi. Sono tanti i temi affrontati da Conte a Villa Madama nella raffica di domande dei giornalisti. Lo scenario è quello della conferenza stampa organizzata, come di consueto, dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare.

Conte: “Sul Recovery Plan andremo in Consiglio dei Ministri a inizio gennaio”

Giuseppe Conte affronta inizialmente la verifica di maggioranza, in previsione della gestione dei soldi del Recovery Fund. “Dobbiamo affrettare delle risposte che il Paese attende. Ci sono stati degli incontri con Gualtieri e Amendola e dopo la bozza tecnica dobbiamo fare una sintesi politica urgente. Altrimenti rischiamo di arrivare in ritardo. E questa è un’occasione storica”, sottolinea il presidente del Consiglio. “Vorrei andare già in Consiglio dei Ministri nei primi giorni di gennaio, per poi presentare il piano definitivo a metà febbraio. Non possiamo permetterci di disperdere quel patrimonio di credibilità con cui questo governo è nato: c’è nel nostro dna politico la trasformazione digitale e green. Quindi non possiamo perdere tempo”.

La risposta a Renzi: “Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio politico”

Sulla diatriba con Renzi e la possibilità di chiedere la fiducia in Parlamento, in concomitanza con la presentazione del Next Generation Eu. Conte Non sfido nessuno. Bisogna confrontarsi sempre in modo franco. Ma fino a che ci sarà io, in caso di crisi di governo, ci saranno sempre passaggi chiari in Parlamento e tutti gli esponenti si assumeranno le proprie responsabilità”. Ma non solo. Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio culturale politico. Non sono ammissibili in politica, come diceva Aldo Moro. Con tutti i temi che stiamo affrontando in questo momento, non ho la prospettiva di una campagna elettorale per il ruolo che occupo”. Del resto dubita che “in un contesto di questo genere“ si possa andare a una resa dei conti. “Non si può governare senza la coesione della maggioranza; al massimo si può vivacchiare”.

Sui servizi segreti: “Devo delegare perché qualcuno non si fida del mio operato?”

Il presidente del Consiglio ha poi risposto per chiarire la propria posizione in merito alla questione dei servizi segreti, nodo che sembra essere al centro dello scontro con Italia Viva. “La legge attribuisce responsabilità al premier. Che si avvalga o meno delle deleghe”, ha commentato lapidario il presidente del Consiglio rispondendo alla domanda di una giornalista. “Chi chiede al presidente del Consiglio di delegare forse non si fida del presidente del Consiglio?”.

Il piano vaccinale del governo Conte

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Conte conferma il piano vaccinale è delineato dal ministro Speranza: 2 milioni e 350 mila vaccini della Pfizer verranno fatti entro gennaio. Successivamente, auspica il capo del governo, anche Moderna dovrà ricevere entro gennaio l’ok da parte dell’Ema. “Obbligo di vaccinazione? Lo escludo”. Poi c’è il tema delle riaperture da dopo l’Epifania in poi, in particolare della scuola. “Auspico che le scuole secondarie di secondo grado con una didattica integrata mista: almeno al 50% di didattica in presenza.

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Il presidente del Consiglio non si è poi sottratto alla domanda sugli insulti ricevuti via web dall’infermiera dello Spallanzani che per prima, in Italia, si è sottoposta al vaccino anti-Covid. “Massima solidarietà all’infermiera Claudia Alivernini, la prima a sottoporsi al vaccino, che è stata insultata – ha detto Conte -. È una cosa inaccettabile, che sia avvenuta via web o attraverso altri canali. Ancor più inaccettabile perché siamo all’inizio di un piano vaccinale che abbiamo studiato per mettere in sicurezza il Paese”.

Lorenzo Grossi

Classe '89, appassionato sin da piccolo di sport e scrittura. Già da "pischello" scrivevo come collaboratore per alcune testate giornalistiche a cui ho man mano affiancato radio, agenzie di stampa, tv e quotidiani cartacei. Ora è il momento di newsby! Nel carnet anche una breve ma intensa carriera di direttore di gara di calcio a 11.

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