Camera e Senato, che bagarre! Tensioni, insulti e risse in Parlamento

Dall'attacco di Ricciardi (M5s) al 'modello Lombardia' in Camera, alla querelle Boschi-Meloni, fino alle risate che hanno irritato Salvini in Senato: ore dure per la politica italiana

newsby Redazione21 Maggio 2020


Ore di caos, di bagarre assoluta, di scontri che prescindono dal normale confronto istituzionale e dal dibattito tra opposte fazioni politiche. Il voto sulla mozione di sfiducia del ministro Alfonso Bonafede ha lasciato pesanti strascichi anche a distanza di un giorno, con i risultati che si sono visti tra Camera e Senato.

A distanza di ore o addirittura pochi minuti gli uni dagli altri, diversi momenti di dibattito sono infatti sfociati nella più totale caciara. Sia in Camera che al Senato si è infatti assistito a scambi di insulti, intemperanze che il Presidente si è visto costretto a interrompere con tanto di rimprovero. Fino, addirittura, ad accenni di rissa.

Camera: “Rissa in Aula e niente regole”


Anche una rissa, sì. A documentarla, pubblicando il relativo video sul proprio profilo Twitter, è il deputato del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Currò. Che scrive: “Rissa alla Camera: si parla di sanità e Lombardia e i deputati della Lega se ne infischiano delle regole e del distanziamento”. E aggiunge: Incapaci di gestire l’emergenza sanitaria, incuranti delle misure di tutela“.

Dopo che il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, ha sospeso la seduta, numerosi deputati della Lega si sono accalcati in mezzo all’aula per protestare contro l’intervento di Riccardo Ricciardi (M5s) che ha attaccato il ‘modello Lombardia’.

Le contestazioni a Ricciardi alla Camera


Ricciardi era intervenuto in Aula attaccando le opposizioni a proposito della sanità (in particolare lombarda). Le ripetute grida e proteste dai banchi dell’opposizione hanno costretto il presidente della Camera, Roberto Fico, a sospendere la seduta.

Ricciardi ha sostenuto che chi attacca il Governo sulle misure anti Coronavirus “propone il modello Lombardia”. Grida si sono alzate immediatamente dai banchi del centrodestra, che hanno apostrofato il parlamentare pentastellato come “buffone”. E con il presidente della Camera Roberto Fico che ha fatto fatica a tenere abbassati i toni.

Lacrime Bellanova: Boschi contro Meloni


Altro tema bollente quello delle lacrime della ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova. Quest’ultima in Camera si è vista attaccata dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Quest’ultima in un vibrante intervento destinato al Premier Giuseppe Conte ha bollato l’episodio come “colpo di teatro finale” di una “pantomima” con richiami addirittura a Fantozzi. “Rispetti la collega Bellanova, visto che è sempre attenta ai temi delle donne, quando le fa comodo“, ha risposto Maria Elena Boschi di Italia Viva. Meritandosi, anche in questo caso, un richiamo dal presidente della Camera Fico per essersi rivolta direttamente alla collega.

Risate a Salvini: “Vada a Villa Borghese”


La tensione si è quindi spostata sui banchi del Senato, dove è stato Matteo Salvini a perdere le staffe per i rumorosi interventi di alcuni esponenti della maggioranza. Il leader della Lega si è infatti interrotto a causa di alcune risate. “Ma cosa c’ha da ridere? Non rida – ha attaccato, rivolto ai parlamentari PD e M5S –. Porti rispetto per chi a casa non ha una lira, non è pagato per ridere. Chiedo rispetto della maggioranza non per me ma per i 30mila morti e per chi non ha i soldi per vivere“. E quindi, in riferimento a quanto accaduto alla Camera: “Non mi stupisce che chi ha ironizzato sulla sanità lombarda continui a ridere“.

L’ultimo attacco, il più pesante, arriva nei confronti di una senatrice non meglio identificata: “Se vuole ridere esca e vada a Villa Borghese a ridere, per rispetto degli italiani“, ha tuonato Salvini. Che in questo modo, come avvenuto alla Camera con Fico, ha generato l’intervento della Presidente Casellati. “Non mi piace mai che si protesti a senso unico. Abbiate rispetto reciproco. Siamo nel Parlamento, tutti hanno la possibilità di esprimere le proprie opinioni“, sono state le parole di quest’ultima.

Per una giornata, sia per la Camera che per il Senato, assolutamente da dimenticare. Come più in generale per la politica italiana.


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