L’ex Tesla lancia l’allarme su auto elettriche e approvvigionamento

Secondo JB Straubel, cofondatore della Tesla, molti costruttori nel dichiarare la transizione verso la mobilità completamente elettrica non hanno fatto i conti con la catena di approvvigionamento

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Elon Musk e JB Straubel ai tempi in cui quest'ultimo era in Tesla (foto Wikimedia Commons / Steve Jurvetson CC BY 2.0)
newsby Emiliano Ragoni15 Ottobre 2021


La quasi totalità delle case automobilistiche mondiali ha fissato il 2030 come anno della transizione verso la mobilità completamente elettrica. L’ultima in ordine di tempo è la BMW, che si è detta pronta a passare alle auto completamente elettriche a partire dal 2030. Ma per attuare delle transizioni di simile portata, che includono la conversione della produzione dei motori termici in elettrici, lo sviluppo delle adeguate competenze nella gestione del powertrain, e, ovviamente, la produzione delle batterie, saranno necessari diversi anni.

L’ex Tesla JB Straubel lancia l’allarme sulle elettriche

La domanda che viene spontanea è quindi la seguente: siamo sicuri che tutte le case automobilistiche abbiano fatto i conti con la predisposizione della catena di approvvigionamento?

A lanciare l’allarme è il cofondatore di Tesla e CTO di lunga data, JB Straubel, il quale ha lanciato un avvertimento alle case automobilistiche che stanno facendo annunci sulle tempistiche di una transizione verso la mobilità completamente elettrica: “Assicuratevi di fare i conti quando si tratta della vostra catena di approvvigionamento”.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate dall’imprenditore in un nuovo episodio di “This Week in Startups”, nel quale Straubel ha parlato dei suoi primi giorni in Tesla e di come sia orgoglioso che la società sia riuscita nella sua missione di accelerare la transizione del settore ai veicoli elettrici. Ha elogiato tutte le case automobilistiche che attualmente stanno facendo annunci su come passare all’elettrico con scadenze specifiche, come la Mercedes, entro il 2030, o la GM, entro il 2035, ma si è anche chiesto se hanno davvero esaminato ciò che serve per raggiungere questo obiettivo.

Le case automobilistiche tradizionali non hanno fatto i conti con la catena di approvvigionamento

“Così tanti OEM (case automobilistiche), paesi, fabbriche e clienti stanno saltando verso i veicoli elettrici e facendo enormi annunci sul passaggio alla mobilità completamente elettrica in questo decennio o nel prossimo, ma non credo che abbiano fatto i conti quando si tratta di ciò che comporta nella catena di approvvigionamento”.

Ha poi aggiunto: “Tutti i costruttori stanno dichiarando in modo congiunto che passeranno all’elettrico nello stesso momento. Penso che passeremo un periodo davvero difficile. Non sarà solo per una carenza di batterie, ma si ripercuoterà su tutta la catena di approvvigionamento. Sarà forse carenza di nichel, carenza di catodi, forse un altro giorno sarà carenza di separatori. Non significa che dobbiamo rallentare la transizione, tuttavia c’è molto lavoro da fare per costruire una catena di approvvigionamento solida che possa sostenere la transizione”.

E ancora: “Non possiamo essere abbastanza veloci nel decarbonizzare il mondo. È terrificante rendersi conto di quanto siamo incasinati e di quanta strada dobbiamo ancora fare”.

L’importanza del riciclo

Straubel sostiene che l’industria dell’auto dovrà scalare la produzione di diversi materiali critici per l’elettrificazione, tra cui nichel, rame e litio, e aggiungere in modo efficiente il riciclaggio nel mix.

JB Straubel, dopo aver lasciato la Tesla, ha fondato un’azienda denominata Redwood Materials, che si occupa di riciclaggio di batterie e materiali. Attualmente l’azienda si è espansa nella produzione di catodi e anodi con una fabbrica negli Stati Uniti di materiale per batterie da 100 GWh. L’obiettivo è quello di costruire una catena di approvvigionamento a circuito chiuso per questi materiali in Nord America così da sostenere l’inevitabile aumento della produzione di batterie nella regione.


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