Parlando con l’agenzia stampa russa Tass, Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin non prenderà parte alla 77esima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, che si svolgerà a settembre, né in presenza né tramite collegamento video. “Il viaggio e il discorso non sono previsti”, ha precisato. A guidare la delegazione russa all’Assemblea generale dell’Onu sarà Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri.
Nel frattempo, la guerra in Ucraina è entrata nel suo 166esimo giorno e i due schieramenti si accusano a vicenda per le bombe cadute vicino ai reattori della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. Peskov ha parlato di possibili “conseguenze catastrofiche” per il Vecchio Continente e ha definito le azioni delle forze armate di Kiev “estremamente pericolose”. Ha aggiunto che i Paesi occidentali che hanno influenza su Kiev dovrebbero premere per evitare bombardamenti vicino alla centrale nucleare. L’Ucraina, dal canto suo, ha puntato il dito verso l’esercito russo, accusandolo di aver colpito le strutture dell’impianto.
Secondo quanto riferito dall’agenzia nucleare ucraina Energoatom, le forze russe si sarebbero dette pronte a far saltare in aria la centrale nucleare di Zaporizhzhia. In particolare, il maggiore Valeriy Vasiliev avrebbe dichiarato che l’area dell’impianto “sarà terra russa oppure un deserto bruciato”.
“Come sapete, abbiamo minato tutte le strutture importanti della centrale nucleare”, avrebbe aggiunto il militare parlando con i suoi soldati. “Non lo nascondiamo al nemico. Li abbiamo avvertiti. Sanno che la centrale sarà russa o di nessuno. Siamo pronti ad affrontare le conseguenze di questo passo. E voi, soldati-liberatori, dovete capire che non abbiamo altra strada. E se c’è l’ordine più severo, dobbiamo eseguirlo con onore”. Energoatom ha sottolineato che “i russi non nascondono i loro piani e ricattano apertamente il mondo intero, dichiarando di aver minato la centrale nucleare di Zaporizhzhia e di essere pronti a farla esplodere”.
Nel corso di una conferenza a Tokyo, Antonio Guterres, il segretario generale dell’Onu, ha chiesto di sospendere ogni operazione militare “suicida” alle centrali nucleari e in particolare intorno a quella di Zaporizhzhia in Ucraina, consentendo così all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di accedervi. Ha anche espresso i suoi timori sul fatto che gli eventi in Ucraina possano trasformarsi in un conflitto prolungato. “La cosa difficile, per un cessate il fuoco, deriva dal semplice fatto che non è possibile conciliare le posizioni di Mosca e Kiev”, ha concluso.
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