Trump non firma legge sugli aiuti anti-Covid: nuovo scontro con Biden

Nuove polemiche negli Stati Uniti, nell’ultimo mese prima che si concluda l’attesa (e per molti versi temuta) transizione tra la presidenza di Donald Trump e quella di Joe Biden. Con quest’ultimo che ha accusato senza mezzi termini il suo predecessore: “Si è rifiutato di firmare la legge sul pacchetto di aiuti anti-Coronavirus“.

L’attacco di Joe Biden

Milioni di famiglie non sanno se riusciranno a sbarcare il lunario. Questo per colpa del rifiuto del presidente Donald Trump, che non ha voluto firmare un disegno di legge sugli aiuti economici. Un piano che il Congresso aveva approvato con una maggioranza schiacciante e bipartisan“, si sottolinea nel sito ufficiale della transizione tra Biden e Trump.

Per Biden il presidente uscente avrebbe dovuto prendere esempio dal lavoro del Congresso, in cui le diverse anime della nazione si sono unite per una causa maggiore. “Il presidente Trump dovrebbe unirsi a loro. In questo modo si assicurerebbe che milioni di americani possano mettere il cibo in tavola e avere un tetto sopra la testa durante le festività“, si legge.

La spiegazione di Trump

Lo stesso Trump ha giustificato la sua decisione in un videomessaggio diffuso tramite i canali social della presidenza. Una nuova occasione per mettere nel mirino tanto Biden quanto il Congresso. “Il pacchetto di aiuti che vogliono arrivi sulla mia scrivania è molto diverso rispetto alle anticipazioni“, ha fatto sapere l’attuale inquilino della Casa Bianca.

Il testo di legge non riguarda quasi per nulla il Coronavirus“, ha aggiunto Trump, secondo cui Biden e il Congresso hanno previsto risorse troppo ridotte per gli americani. “Ci sono 85,5 milioni di dollari di assistenza alla Cambogia, 134 milioni di dollari per la Birmania, 1,3 miliardi per l’Egitto e il suo esercito, che comprerà quasi esclusivamente apparecchiature militari russe. Non ci sono abbastanza soldi destinati alle piccole imprese americane“. Per poi scrivere su Twitter quanto secondo lui dovrebbe ricevere ogni cittadino statunitense: “2000 dollari, non 600. Ricordatevi che è stata colpa della Cina!“.

Marco Enzo Venturini

Giornalista pubblicista dal 2018, entrare nell'albo è stato contemporaneamente un traguardo e una nuova partenza di una rincorsa iniziata sei anni prima scrivendo per diverse realtà editoriali sul suolo nazionale. O forse già quando, a cinque anni, il mio gioco preferito era una vecchia macchina da scrivere di famiglia. Appassionato di politica, geografia, cinema e sport, oltre che della lingua italiana: mi piace provare a scrivere ciò che vorrei leggere.

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