Esiste un piccolo punto del planisfero dove tutto funziona a sole e vento. Si chiama Tilos (chiamata anche Piscopi in italiano) ed è un’isola di appena 64 km quadrati dell’arcipelago del Dodecaneso, in Grecia. Da molti è considerata una “gemma” del Mar Egeo sia per il suo fascino sia per il suo spirito green.
Tilos è infatti totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico fin dal 2019. A renderla autonoma è una stazione ibrida che sfrutta l’energia eolica e solare con la possibilità di stoccaggio in batterie grandi quanto dei rimorchi e sempre attive. L’impianto garantisce l’80-85% di autonomia energetica per due mesi durante l’anno, mentre in inverno la percentuale sale fino al 100%. Sull’isola, inoltre, circolano solo veicoli elettrici sia per il trasporto di persone sia delle merci e perfino i cartelli informativi luminosi alle fermate degli autobus sono alimentati da pannelli solari. Ma lo sguardo di questo atollo è sempre rivolto al futuro.
Il 10 maggio il ministro ad Ambiente ed Energia della Grecia, Kostas Skrekas, ha partecipato alla presentazione del programma ‘Just Go Zero’, che si pone l’obiettivo di creare un nuovo modello di riciclo dei rifiuti solidi che faccia scuola in tutto il mondo. Non a caso, Tilos vuole diventare la prima isola interamente green al mondo che – di fatto – non produce spazzatura domestica.
Dall’avvio del progetto nel dicembre 2021 ad oggi, infatti, il tasso di riciclo ha toccato addirittura il tetto dell’80%. Ma su cosa si basa questo esempio virtuoso di economia circolare? Sostanzialmente su un kit di riciclo che le autorità locali hanno distribuito ai cittadini dell’atollo greco chiedendo loro di lavare e separare con cura tutti i rifiuti domestici prodotti.
Da un nucleo-pilota di dieci abitazioni, il progetto coinvolge ora più di 400 case sull’isola, popolata mediamente da 500 persone durante l’anno, ma letteralmente “invasa” dai turisti in estate (solo quest’anno ne sono attesi circa 30mila). Ciò che rende unico questo esperimento è però il riutilizzo dei rifiuti accuratamente divisi dagli abitanti dell’isola e poi ritirati a domicilio.
Questi finiscono infatti in un impianto di riciclo che ha preso il posto della vecchia discarica. Qui i prodotti sono separati e a ciascuno è destinata una “nuova vita”: alcuni diventano infatti polvere di vetro, miscela per cemento, compost fertilizzante, cartone compresso o tubi di carta. Oppure spago di plastica che una galleria d’arte utilizza per la stampa 3D di divani e oggetti d’arredamento.
L’impianto gestisce fino a due tonnellate di spazzatura alla settimana e perfino quel 15% di rifiuti non riciclabili ha un riutilizzo: è infatti sterilizzato e poi triturato per essere impiegato nell’edilizia. Di fatto, non esistono scarti. E, proprio come era avvenuto con lo sviluppo di soluzioni e tecnologie green, ancora una volta Tilos è una pioniera.
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