In USA c’è un problema: perché il tasso di omicidi è salito nel 2020

Pandemia, conflitto razziale, possesso di armi stanno conducendo a un'ondata di violenza senza precedenti

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Foto Pixabay | Master Tux
newsby Giulia Martensini23 Settembre 2021


Nel 2020 gli Usa hanno sperimentato il più alto incremento di omicidi rispetto all’anno prima da quando si è cominciato a registrarne il numero a livello nazionale (nel 1960): +29%. Il triste record precedente, +12,7% risaliva al 1968, quando gli Stati Uniti erano dilaniati dalle lotte per i diritti civili. Tuttavia, la CNN dipinge un quadro ancora più fosco, suggerendo che il 2021 è destinato a essere l’anno peggiore per la violenza armata, superando anche gli alti livelli dello scorso anno.

In aumento gli omicidi, ma non la criminalità

Secondo il Gun Violence Archive, dal 1° gennaio al 15 settembre 2021 un totale di 14.516 persone sono morte a causa della violenza armata negli Stati Uniti. Sono 1.300 in più rispetto allo stesso periodo del 2020, in aumento del 9%. In aumento del 15% anche le sparatorie di massa, quasi due al giorno.
Il rapido aumento della violenza armata, tuttavia, potrebbe rallentare. Richard Rosenfeld, professore di criminologia all’Università del Missouri ha notato che nel secondo trimestre 2021 il tasso di omicidi è sceso da +23% a +10%.

Ci sono molti fattori che hanno avuto un ruolo principe nell’aumento della violenza armata. Tra questi, i principali sono certamente quelli legati alla pandemia, e al malessere psiologico conseguente. Trainante anche il conflitto razziale stimolato dall’omicidio di George Floyd lo scorso anno.
Occorre però fare una distinzione tra tasso di omicidi e criminalità. Molti crimini, dai furti alle rapine allo stupro, sono diminuiti durante la pandemia e durante i primi mesi del 2021. Al contrario, gli omicidi sono aumentati. I dati suggeriscono anche che l’aumento degli omicidi non sta accadendo a caso. Gran parte della violenza è concentrata in quartieri svantaggiati di colore che stavano già lottando con tassi più elevati di violenza armata prima della pandemia.

Negli USA è record di acquisti di nuove armi

L’aumento degli omicidi sembra essere anche guidato dall‘aumento della violenza armata.
L’anno scorso, gli americani hanno acquistato un numero record di 23 milioni di armi da fuoco, con un aumento del 65% rispetto al 2019, secondo Small Arms Analytics (SAAF). La National Shooting Sports Foundation stima che tra coloro che hanno acquistato armi nel 2020, 8,4 milioni di loro erano nuovi proprietari di armi.

All’inizio del 2021, le vendite di armi hanno continuato a salire, con 2,2 milioni di armi vendute a gennaio, secondo SAAF. Secondo il capo economista della SAAF Jurgen Brauer, il numero di vendite è ancora di gran lunga superiore a quello “di qualsiasi anno tranne il 2020”.
La crescita nell’acquisto è stata talmente elevata che nel 2020 hanno cominciato a scarseggiare le munizioni. Secondo uno studio pubblicato sul New York Times c’è una stretta correlazione tra tassi di omicidio e possesso delle armi. Lo studio ha esaminato il possesso di armi da fuoco in tutti i 50 stati e quindi ha confrontato i risultati con il numero di persone uccise in un periodo di tre anni. Gli Stati con il maggior numero di armi in casa hanno anche i più alti tassi di omicidi.

Gli Stati Uniti hanno un problema con il controllo delle armi

Negli Stati Uniti, il controllo delle armi è una problematica che si rincorre da diversi anni, ma alla quale non si riesce a mettere un punto. Il possesso delle armi è sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione. Il partito Repubblicano e la potente NRA (National Rifle Association) si battono strenuamente affinché ogni americano possa far valere questo diritto.

Il problema è che può essere molto facile in America acquistare un’arma. Negli Stati Uniti ci sono migliaia di negozi in cui si possono acquistare armi, in alcuni casi anche dentro grandi supermercati. Oltre alle armerie, chi vuole comprare una pistola o un fucile può partecipare alle fiere di armi oppure può acquistare direttamente da un privato cittadino.

I controlli preventivi – i cosiddetti “background checks” – sono effettuati solamente per gli acquisti di armi nei negozi. Il cliente il deve compilare un modulo con i propri dati anagrafici e rispondere a un questionario. Le domande riguardano eventuali precedenti penali, l’uso di farmaci e informazioni sul proprio stato di salute mentale. Una volta compilato il modulo, il venditore deve chiamare l’FBI per un controllo incrociato. Tuttavia è molto facile aggirare questi controlli: basta comprare un’arma di seconda mano, oppure online o a una fiera. In questo modo, anche persone condannate per reati violenti o con accertate patologie mentali possono possedere un’arma d’assalto.

 


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