Vladimir Putin torna ad alzare la voce con l’Unione Europea a proposito del vaccino Sputnik V, ancora non approvato nel Vecchio Continente. E nelle stesse ore in cui comunica la propria intenzione di sottoporsi all’inoculazione del farmaco nella giornata di martedì, passa al contrattacco.
“I funzionari dell’Unione Europea affermano che non c’è bisogno dello Sputnik V. Ma tali dichiarazioni sembrano indicare la volontà di difendere gli interessi di alcune aziende piuttosto che delle persone“, tuona infatti Putin nel corso di un incontro con i rappresentanti dell’industria farmaceutica russa. Parlando invece della sua decisione di sottoporsi al vaccino in vista di martedì aggiunge: “Vaccinarsi è una scelta individuale“.
Il riferimento ai “funzionari dell’Unione Europea” è a Thierry Breton, commissario europeo incaricato per la campagna di vaccinazione. “La priorità va ai vaccini fabbricati sul territorio europeo. Non avremo assolutamente bisogno del vaccino Sputnik V, tanto più che i russi stanno attraversando grosse difficoltà nel produrlo. Se anzi dovessero avere bisogno di aiuto nel secondo semestre, daremmo loro una mano“, ha dichiarato il commissario al telegiornale di ‘TF1’, in Francia. Parole che non sono affatto piaciute a Putin.
Il vaccino Sputnik V è già stato adottato da oltre cinquanta Stati in tutto il mondo. L’elenco comprende Ungheria, Slovacchia e anche San Marino. Nel frattempo anche l’ospedale Spallanzani di Roma ha dato il via alle sperimentazioni. “La geografia degli Stati che utilizzano lo Sputnik V russo cresce in modo attivo. Sempre più nazioni mostrano interesse per il nostro vaccino, nonostante i tentativi di screditarlo“, attacca ancora Putin. Che parla di “attacchi informativi“, “deliberato discredito” e “vere e proprie storie false“.
Una simile denuncia arriva anche dal vice ministro degli Esteri russo, Alexander Grushko. “Il processo di approvazione del vaccino russo Sputnik V in Europa è politicizzato – afferma il membro del governo Putin –. Il vaccino è attualmente alle prese con una evidente campagna di disinformazione e discriminazione“. Un vero e proprio vespaio, che l’Ema affronterà il 10 aprile prossimo. In quella data, infatti, manderà alcuni suoi esperti in Russia per analizzare il siero.
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