Pfizergate, qual è la storia dietro all’hashtag?

Dietro a questo trending topic si nasconde una storia legata a doppio filo a un articolo pubblicato il 2 novembre sulla rivista scientifica British Medical Journal, che parla di alcuni problemi che sarebbero avvenuti presso il Ventavia Research Group, uno dei centri coinvolti nelle sperimentazioni cliniche del vaccino di Pfizer

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Il logo di Pfizer (Gado/Getty Images)
newsby Alessandro Bolzani4 Novembre 2021


Entrando su Twitter è impossibile non notare l’hashtag #PfizerGate. Dietro a questo trending topic si nasconde una storia legata a doppio filo a un articolo pubblicato il 2 novembre sulla rivista scientifica British Medical Journal e firmato da Paul D Thacker. Nel pezzo in questione, il giornalista spiega come alcune scelte di un’azienda legata a Pfizer potrebbero aver compromesso l’integrità dei dati e messo a rischio la sicurezza dei pazienti coinvolti nei trial clinici per i vaccini.

La testimonianza di Brook Jackson

Thacker ha riportato la testimonianza di Brook Jackson, ex direttrice regionale del Ventavia Research Group, un centro coinvolto nelle sperimentazioni cliniche del vaccino di Pfizer. La donna ha rivelato che la società avrebbe falsificato i dati e impiegato personale privo di una formazione adeguata. Inoltre, sarebbe stata lenta nel segnalare gli effetti collaterali avvenuti durante la terza fase di test. Dopo aver segnalato più volte questi problemi al Ventavia Research Group, Jackson ha inviato una denuncia alla Food and Drug Administration. Ventavia l’ha licenziata poche ore dopo. Per supportare le proprie dichiarazioni, l’ex direttrice regionale ha presentato al BMJ una serie di documenti, foto, registrazioni audio ed e-mail.

I problemi sorti a Ventavia durante il trial clinico del vaccino di Pfizer

Una delle fotografie che Jackson ha mostrato al BMJ mostra degli aghi gettati una busta di plastica e non in un apposito contenitore. In un’altra è possibile notare i numeri di identificazione dei partecipanti al trial clinico in bella vista, scelta che potrebbe aver compromesso lo svolgimento degli studi in “doppio cieco”. Inoltre, lo staff (che avrebbe dovuto essere all’oscuro del farmaco somministrato ai pazienti) aveva accesso alle cartelle cliniche dei pazienti, sulle quali era riportato se avevano ricevuto o meno il vaccino. Ventavia ha rimosso quest’informazione solo due mesi dopo l’inizio del trial clinico.

Tra le prove fornite da Jackson c’è anche la registrazione di un meeting con due direttori di Ventavia, nella quale si sente uno di loro ammettere che la compagnia non era in grado di quantificare il numero degli errori riscontrati durante l’esame dei documenti di prova per il controllo qualità. L’azienda, inoltre, si è trovata più volte in difficoltà a fornire con tempestività i dati richiesti da ICON, uno dei partner di Pzifer durante i trial clinici. Si trattava di informazioni cruciali, come le eventuali reazioni avverse avvenute nei pazienti.

L’email inviata alla Fda

Nell’email che ha inviato il 25 settembre alla Fda, Jackson ha denunciato una serie di violazioni che sarebbero state commesse da Ventavia nel corso del trial clinico. In particolare ha evidenziato che:
1) Dopo aver ricevuto il vaccino, i pazienti venivano lasciati in un corridoio, senza essere monitorati dallo staff.
2) Le eventuali reazioni avverse non veniva segnalate in tempi brevi.
3) Le deviazioni dal protocollo non venivano segnalate.
4) I vaccini non erano conservati alle temperature corrette.
5) I campioni di laboratorio erano etichettati in modo errato
6) Ventavia “prendeva di mira” i dipendenti che riportavano questi problemi

Nelle ore successive alla segnalazione, Jackson ha ricevuto un’email in cui la Fda l’ha ringraziata per le informazioni, specificando però di non poter rilasciare commenti su un’eventuale ispezione. Alcuni giorni dopo, un ispettore dell’ente governativo l’ha contattata telefonicamente per parlare del suo report, senza però darle ulteriori informazioni. Ad agosto 2021, la Fda ha pubblicato un riassunto delle indagini svolte su Pfizer. Dal documento emerge che l’ente governativo ha ispezionato 9 dei 153 centri coinvolti nei trial clinici. Ventavia non era uno di questi.

Cosa implica l’articolo del BMJ per Pfizer?

Occorre fare alcune precisazioni sull’articolo del British Medical Journal. La testimonianza di Brook Jackson gettano alcune ombre su Ventavia Research Group, che però non necessariamente si estendono a Pfizer o agli altri centri che hanno collaborato allo studio. Il colosso farmaceutico statunitense ha svolto ben 153 trial clinici sul proprio vaccino, solo tre dei quali sono stati controllati da Ventavia. Si parla di 1000 partecipanti su un totale di 44.000. Le eventuali criticità organizzative di Ventavia non bastano, da sole, a perdere fiducia in Pfizer e nel suo vaccini. È probabile comunque che, in seguito alla denuncia di Jackson, possa essere avviata un’indagine approfondita sulla questione.


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