In occasione dell’ultimo censimento, il numero dei suoi abitanti ammontava a meno di 8 milioni e mezzo. Quello del Texas a quasi 29 milioni. Eppure la Virginia detiene un primato di cui certamente andare poco fieri: dopo lo Stato della Stella Solitaria, infatti, è quello che negli Usa ha fatto registrare il più alto numero di esecuzioni capitali nella storia. Un numero che però fortunatamente è destinato a fermarsi per sempre. È infatti arrivata la firma che abolisce per legge la pena di morte nella storica ex colonia inglese. E, successivamente, sede della capitale degli Stati Confederati durante la guerra di secessione.
Era il mese di febbraio quando il Parlamento statale della Virginia aveva approvato la storica decisione. Storica per davvero, perché negli Usa è questo il primo Stato del Sud ad abolire la pena di morte. Un’istanza particolarmente cara al suo governatore, il democratico Ralph Northam, da sempre abolizionista. “Firmare questa legge era la cosa giusta da fare – il suo commento –. Nel nostro Stato, nel Sud degli States e in tutto il Paese non c’è posto per la pena capitale“.
La Virginia, che gli americani chiamano affettuosamente e con un pizzico di reverenza “Old Dominion” (Vecchio Dominio), ha una lunga e dolorosa storia di esecuzioni capitali. Grande eco mediatica in tutto il mondo ebbe la pena di morte comminata a Derek Rocco Barnabei, per il quale nel 2000 si mobilitarono anche il Parlamento europeo e addirittura Papa Giovanni Paolo II. Ma fu tutto inutile, e l’uomo fu poi giustiziato nel penitenziario di Greensville.
La vicenda è ora al centro delle attenzioni in tutti gli States. Se n’è occupato in particolare il Death Penalty Information Center, il cui presidente è Robert Dunham. “In Virginia la pena di morte ha radici profonde, che si perdono nei tempi della schiavitù, dei linciaggi, delle leggi segregazioniste. Quindi la sua abolizione ha un fortissimo valore simbolico“, ha spiegato.
Lo stesso istituto ha ricordato come gli Stati Usa in cui la pena di morte è ancora in vigore fossero ancora 25 prima della storica marcia indietro della Virginia. Ad abolirla sono stati invece in 22 (a cui bisogna aggiungere, dal 1981 il District of Columbia, con la capitale Washington). Negli ultimi tre Stati (Pennsylvania, Oregon e California) sono invece in vigore delle moratorie. “Importante lo smantellamento di questo strumento, usato storicamente come meccanismo per l’oppressione razziale da una legislatura che si trova nella ex capitale confederata“, ha aggiunto Dunham.
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