Expo, la biodiversità della Penisola arricchisce il Padiglione Italia

Nello spazio espositivo sono presenti quasi 200 specie vegetali, che, oltre a dare un esempio del paesaggio mediterraneo, rappresentano anche un importante test di adattamento per rivelare dati e informazioni preziose

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newsby Alessandro Bolzani28 Luglio 2021


Il Padiglione Italia punta a valorizzare il connubio tra naturale e artificiale, rafforzando così la circolarità dell’architettura. È in quest’ottica che si inserisce la scelta di arricchire la struttura con quasi duecento specie vegetali provenienti dalla Penisola. Sono stati il co-progettista Italo Rota, la ricercatrice del Centro Nazionale delle Ricerche Silvia Fineschi e dall’agronomo Flavio Pollano, progettista esecutivo e direttore specialistico dei lavori per gli allestimenti verdi del Padiglione, a svelare questa biodiversità.

Il lato green del Padiglione Italia

Gli spazi verdi evidenziano come il paesaggio mediterraneo sia parte integrante della bellezza dell’Italia, ma non solo. Rappresentano anche un importante test di adattamento per rivelare dati e informazioni preziose. Grazie ai sensori “brioristor”, che saranno installati dall’Istituto dei Materiali del Cnr di Parma, sarà possibile, per esempio, monitorare in tempo reale e in vivo variazioni quali-quantitative degli ioni nella linfa delle piante e rilevare in anticipo eventuali stati di stress idrico.

Il complesso verde del Padiglione Italia si compone di due ambiti. Il primo è quello legato alla funzione produttiva, declinata nei botanical gardens attraverso un sistema di piante riconducibili in senso lato all’agricoltura e al servizio dell’uomo. Il secondo, invece, è legato alla funzione ecologica paesistica ed è raccontato sulla cupola della torre del Belvedere con un campione di macchia mediterranea.

Gli obiettivi dello spazio espositivo

Il Padiglione Italia si trova a metà strada tra le aree tematiche dedicate all’Opportunità e alla Sostenibilità. Nelle sue vicinanze ci sono gli spazi espositivi di India, Germania, Arabia Saudita, Giappone e Stati Uniti. Progettata da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria, la struttura può contare su un’architettura innovativa. Gli architetti spiegano di aver puntato a “realizzare uno spazio rappresentativo del miglior ingegno italiano“. L’obiettivo è offrire “un’esperienza memorabile ai visitatori, facendo vedere al mondo competenze, talenti e ingegni multidisciplinari che possono diventare promotori di nuove opportunità formative, professionali e imprenditoriali”.


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