La Nuova Zelanda si prepara a entrare nuovamente in lockdown dalla mezzanotte di mercoledì 18 agosto. La decisione è stata presa dopo che ad Auckland è stato registrato il primo caso di coronavirus dopo circa sei mesi. Il blocco sarà di sette giorni nelle zone limitrofe di Auckland e nella vicina penisola di Coromandel, mentre nel resto del Paese si limiterà a una durata di tre giorni.
Le autorità sanitarie non hanno specificato se il caso riguardi la variante delta del virus, ha riferito la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern. Tuttavia, i rischi della diffusione dei contagi sono troppo elevati e il governo neozelandese ha provveduto a intervenire con un‘azione rapida e drastica. Oltre alla chiusura di tutte le attività non essenziali, per due giorni sarà sospesa anche la campagna vaccinale, in modo tale che le somministrazioni possano avvenire all’insegna della massima sicurezza. Soltanto poche settimane fa, la ministra neozelandese aveva annunciato la chiusura dei confini almeno fino alla fine del 2021.
Niente di nuovo sul fronte neozelandese. Non è infatti la prima volta che la Nuova Zelanda ricorre al pugno di ferro nella lotta al Coronavirus. Lo scorso anno, il Paese guidato da Jacinda Ardern si era guadagnato gli elogi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il modo in cui il Governo aveva affrontato la pandemia.
Quando, nel marzo 2020, è stato indetto il primo lockdown, l’obiettivo non era contenere l’ondata di contagi, bensì eliminare il virus. Come la vicina Australia, la Nuova Zelanda fece parlare di sé, imponendo un lockdown molto rigido, inclusa la chiusura di tutte le aziende.
Un approccio rigoroso e cauto che sembra aver dato i propri frutti: con una popolazione di 5 milioni di abitanti, la Nuova Zelanda ha fatto registrare 2.570 casi e 26 decessi dall’inizio della pandemia.
Nel frattempo, la road map che porterà alla graduale riapertura del Paese è stata finalizzata. Dall’inizio del prossimo anno, entrerà in vigore un sistema basato su tre livelli di rischio.
In questo modo, ai viaggiatori vaccinati che provengono da paesi a basso rischio sarà consentito l’ingresso senza quarantena, mentre i vaccinati provenienti da paesi a medio rischio dovranno sottoporsi a isolamento volontario. Per quanto riguarda i non vaccinati e i vaccinati da paesi ad alto rischio dovranno rimanere 14 giorni in isolamento in strutture adibite.
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