Navalny, i medici tedeschi rilanciano l’ipotesi avvelenamento

Dall’ospedale della Charité di Berlino arriva una secca smentita al parere dei medici dell’ospedale di Tomsk. Secondo i medici tedeschi Alexei Navalny, l’oppositore di Putin in coma dopo essersi sentito male in aereo lo scorso 20 agosto, presenta segni di avvelenamento, al contrario di quanto dichiarato dal personale medico russo. Lo riporta l’Ansa. Lo staff che ha in cura Navalny ha inoltre affermato di temere possibili danni neurologici per il paziente. Al momento, comunque, Navalny non è in imminente pericolo di vita.

Riscontrata presenza di “inibitori della clorinesterasi”

I medici dello Charité hanno dichiarato di aver riscontrato, nel corpo di Navalny, la presenza di “inibitori della clorinesterasi”. Al momento, però, non sono in grado di indicare una sostanza specifica. Il rappresentante dell’opposizione russa è ancora in coma farmacologico, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale della capitale tedesca.

Il portavoce del governo di Berlino, Steffen Steibert, aveva dichiarato in una conferenza stampa antecedente al bollettino dell’ospedale che Navalny, all’interno della struttura, è sotto stretta sorveglianza per decisione della BKA, l’Agenzia anticrimine federale della Germania. Per Steibert si tratta di una decisione “fondata e legittima”, visti i forti sospetti sull’avvelenamento.

I medici russi contrattaccano: “Gli abbiamo salvato la vita”

I medici russi, dal canto loro, non ci stanno a finire nell’occhio del ciclone. Secondo quanto riferito da Reuters, lo staff che per primo ha curato l’attivista rivendica di avergli salvato la vita, respingendo ogni critica per la prima diagnosi diffusa al pubblico.

Proprio il giorno dopo il ricovero, infatti, il dottor Anatoly Kalinichenko aveva dichiarato con sicurezza che l’ipotesi dell’avvelenamento fosse da scartare. Le parole dei colleghi tedeschi, però, sono di tono diametralmente opposto e rilanciano l’ipotesi dell’avvelenamento più volte sostenuta dalla famiglia e dall’entourage di Navalny.

Un’ipotesi che torna quindi d’attualità e getta nuove ombre sulle vicende politiche in Russia: la comunità internazionale ha chiesto a più riprese un’indagine indipendente, che possa stabilire le cause di quanto accaduto all’oppositore di Vladimir Putin.

Francesco Lucivero

Giornalista pubblicista classe 1986, ho fatto esperienza in diverse redazioni locali pugliesi mettendomi alla prova con il cartaceo, la radio e il web e occupandomi di cronaca, attualità, spettacoli e sport. Dal 2018 mi sono trasferito a Milano per intraprendere con entusiasmo nuove avventure editoriali

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