MONDO

Libia, uragano Daniel: oltre 2mila morti per le inondazioni. Si temono migliaia di dispersi

Un’ecatombe senza precedenti. Sarebbero oltre 2mila i morti dopo le violente inondazioni provocate dalle piogge torrenziali innescate dal passaggio delluragano Daniel. La situazione è “catastrofica” nel Nord-Est della Libia, in particolare a Derna, che dalle immagini circolate in queste ore appare drammaticamente sommersa dall’acqua.

Secondo Osama Hammad, primo ministro del governo della Cirenaica sostenuto dal Parlamento di Tobruk, nella città che si affaccia sul Mediterraneo, e che conta oltre 100mila abitanti, i dispersi potrebbero essere almeno 5mila. “Migliaia di persone sono disperse, interi quartieri sono scomparsi insieme ai loro residenti spazzati via dal mare”, ha detto il premier.

Un’altra emergenza si apre dunque in Nord Africa, dopo il terremoto in Marocco, allarmando anche la comunità internazionale.

Il crollo delle dighe a Derna

A complicare la situazione a Derna è stato il crollo simultaneo di due dighe che – secondo fonti locali citate da The Libya Observer – avrebbe “liberato oltre 33 milioni di metri cubi d’acqua che hanno generato devastanti inondazioni”.

Il crollo di edifici e infrastrutture pubbliche e private ha provocato l’interruzione delle vie di comunicazione terrestri. Per questo il consigliere comunale di Derna Ahmed Amdur ha chiesto l’apertura di un corridoio marittimo per assistere i residenti.

Coprifuoco, scuole e terminal petroliferi chiusi

A Tripoli il primo ministro del Governo di unità nazionale (Gnu), Abdulhamid Dbeibah, ha decretato tre giorni di lutto e ha annunciato l’invio a Derna di 50 ambulanze e di un team di 75 medici e infermieri, nonché di un convoglio per rafforzare gli ospedali rurali. La Banca centrale libica inoltre ha annunciato la creazione di un comitato di crisi per coprire le esigenze di liquidità del governo orientale, delle banche commerciali e dei cittadini delle aree colpite.

Da parte sua l’esecutivo parallelo con sede a Bengasi ha imposto il coprifuoco e la chiusura di scuole e negozi nella regione della Cirenaica. Restano operativi solo i servizi di sicurezza, sanitari e di emergenza.

Le aree orientali ospitano i principali giacimenti e i terminali petroliferi. Per questo la National Petroleum Company (Noc), la compagnia petrolifera libica, ha annunciato lo stato di massima allerta e la sospensione dei voli tra i siti di produzione dove l’attività è stata drasticamente ridotta. Quattro porti petroliferi – Ras Lanuf, Zueitina, Brega e Es Sidra – sono stati chiusi lo scorso sabato.

Foto | ANSA / NPK Facebook – Newsby.it

Solidarietà internazionale: “L’Italia ci aiuti”

Ali al-Gatrani, vice primo ministro del governo parallelo, ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire “con urgenza” a Derna, dichiarata “zona disastrata”, bloccata via terra e priva di elettricità e comunicazioni.

Hisham Abu Shkewat, ministro del trasporto Aereo e membro della commissione di crisi nel governo di Bengasi, ha chiesto aiuto all’Italia: “Auspichiamo da tutti i Paesi amici, in particolare dall’Italia, un aiuto urgente nelle operazioni di ricerca e soccorso e tutto ciò che possa alleviare le sofferenze degli abitanti della città di Derna”.

“Il governo italiano sta seguendo con attenzione le conseguenze delle alluvioni. Siamo in contatto con le autorità libiche per valutare il tipo di aiuti da inviare subito al popolo libico. Al momento non ci risultano italiani coinvolti“, ha scritto da parte sua il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. In campo anche la Francia, che sta “mobilitando risorse per fornire aiuti”, ha promesso Emmanuel Macron.

Mentre si stanno muovendo anche l’Egitto, l’Algeria e il Qatar, in un messaggio sui social il presidente tunisino Kais Saied ha fatto sapere di aver “autorizzato il coordinamento immediato con le autorità libiche per gli aiuti di urgenza dispiegando i mezzi umani e logistici necessari”,.

L’uragano Daniel punta a oriente verso l’Egitto

Le precipitazioni hanno superato i 400 millilitri all’ora, una cifra mai registrata negli ultimi quattro decenni secondo il centro meteorologico nazionale. Descritta dagli esperti come un “fenomeno estremo per la quantità di acqua caduta“, la tempesta aveva colpito nei giorni scorsi anche Grecia, Turchia e Bulgaria, uccidendo almeno 27 persone. Declassato a tempesta subtropicale, l’uragano, dopo avere scaricato intense precipitazioni in mare, nel fine settimana ha raggiunto la terra in Cirenaica, allagando un’area vastissima che va da Bengasi a El Beida, con venti che hanno raggiunto velocità fino a 180 chilometri orari, secondo il centro meteorologico arabo regionale.

Ora Daniel punta ancora più a oriente, intorno alle zone di Jaghbub, e raggiungere le regioni al confine con l’Egitto. Le Nazioni Unite in Libia stanno seguendo da vicino l’emergenza. “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso la vita e il nostro pensiero a tutte le persone colpite”, ha fatto sapere la missione di supporto Onu nel Paese nordafricano (Unsmil).

Federica Giovannetti

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