La Germania di aggiunge alla lista sempre più lunga dei Paesi che in Europa e nel resto del mondo hanno deciso di legalizzare la cannabis per scopi ricreativi. Ieri il governo guidato dal cancelliere socialista Olaf Scholz ha dato il primo via libera al progetto di legge che prevede la legalizzazione, entro certi limiti, della coltivazione e del consumo di cannabis nella prima economia europea. La palla ora passa al Bundestag, il Parlamento di Berlino, per il sì definitivo.
La legalizzazione della cannabis era uno dei principali impegni assunti dal governo Scholz. Nella coalizione “semaforo” che lo sostiene, il progetto di legge è stato voluto innanzitutto dai verdi ma è ben visto anche dai liberali, storicamente antiproibizionisti.
La bozza messa a punto dal ministro della Salute Karl Lauterbach consente il possesso personale di 25 grammi di cannabis al giorno (50 grammi al mese) e la coltivazione in casa di tre piante. Per i minori di 18 anni il consumo resta vietato.
La coltivazione sarà consentita anche all’interno di appositi “cannabis social-club”, formati al massimo da 500 persone ogni 6mila abitanti.
In una seconda fase il governo potrebbe dare il via libera all’apertura di negozi specializzati.
Lo scopo della misura è innanzitutto il contrasto al traffico illegale e alla criminalità, ha spiegato Lauterbach. Ma intende anche tutelare la salute di chi consuma marijuana: “La cannabis si consuma anche se la si rende illegale, e si trova comunque sul mercato nero. Non c’è tutela dei minori e nessuno spacciatore chiede un documento d’identità, mentre si può garantire proprio questo, quando si controlla la distribuzione”, ha detto il ministro che di professione fa il medico.
E a scanso di equivoci ha precisato: “Noi vogliamo limitarne il consumo e renderlo più sicuro, soprattutto per adolescenti e giovani. Voglio chiarirlo una volta per tutte, non vogliamo espanderne il consumo!”.
Non a caso Lauterbach ha annunciato il lancio di una campagna rivolta ai giovani sui danni provocati dal consumo di cannabis, “particolarmente nocivo quando il cervello è ancora in fase di sviluppo”.
Non mancano le voci critiche contro il progetto di legge, a cominciare dall’opposizione Cdu-Csu. Anche il sindacato di polizia è contrario perché, sostiene, la legalizzazione non stroncherà il traffico illegale.
In Italia l’uso per scopi terapeutici è legale dal 2013. Nel 2017 è stata autorizzata la produzione di Stato della cannabis terapeutica da parte dell’Istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze. A distanza di dieci anni, nei fatti l’accesso alla cannabis da parte dei pazienti resta limitato e complicato, complici soprattutto la carenza di approvvigionamento e la disciplina a macchia di leopardo a livello regionale.
L’uso ricreativo di marijuana è stato depenalizzato e chi viene colto sul fatto incorre in una sanzione amministrativa ma non rischia più il carcere.
Lo scorso anno sono state raccolte oltre 600mila firme per indire un referendum che chiedeva la depenalizzazione della cannabis ma il quesito non ha passato il vaglio della Corte Costituzionale.
In Europa, tra criminalizzazione e legalizzazione, la situazione sul piano legislativo resta piuttosto disomogenea. Secondo i dati dell’Emcdd (l’autorità dell’Ue su droghe e dipendenze) elaborati da Open Polis, in 7 dei 27 Paesi dell’Unione europea (Svezia, Finlandia, Estonia, Francia, Ungheria, Grecia e Cipro), l’uso della cannabis è criminalizzato e dunque può portare all’incarcerazione. In altri 5 Stati dell’Ue (Portogallo, Spagna, Lussemburgo, Lettonia e Lituania) invece non è prevista la detenzione ma il fatto è comunque ritenuto illegale e perseguibile. In 15 Paesi, inclusa l’Italia, il consumo, entro certi limiti, non costituisce reato.
Anche al di fuori del Vecchio continente, il quadro normativo risulta a macchia di leopardo. Menzione d’onore spetta all’Uruguay, primo Paese al mondo a legalizzare nel 2013 la cannabis. Una misura voluta dal presidente José “Pepe” Mujica per combattere il narcotraffico.
È negli Usa che la legalizzazione procede spedita più che in Europa. Mentre l’uso della cannabis resta un reato a livello federale un numero crescente di Stati dal 2014 a oggi lo ha depenalizzato. Attualmente sono 38 quelli in cui il consumo è legale. Di questi, 23 Stati – dalla California a Washington DC – consentono l’uso non solo per scopi terapeutici ma anche ricreativi. L’ultimo a unirsi al gruppo, nel giugno scorso, è stato il Minnesota.
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