Freddie Mercury, 30 anni fa la morte: la carriera e il “giallo” di Natale

Lo storico frontman dei Queen Farrokh Bulsara, in arte Freddie Mercury, si spegneva il 24 novembre 1991 all’età di 45 anni: era malato di Aids

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Freddie Mercury
newsby Alessandro Boldrini24 Novembre 2021


Esattamente trent’anni fa, il 24 novembre del 1991, si spegneva Freddie Mercury, una delle stelle più luminose del firmamento musicale della storia. All’anagrafe Farrokh Bulsara, nasce il 5 settembre 1946 sull’isola di Zanzibar, nell’odierna Tanzania, all’epoca sotto il protettorato britannico.

L’incontro con Brian May e la nascita dei Queen

Di etnia parsi e di religione zoroastriana, Freddie Mercury comincia a suonare il pianoforte a scuola, dimostrando fin da subito un’innata predisposizione per la musica. Con la famiglia, nel 1964, si trasferisce poi a Londra, dove inizia a cantare per alcune piccole band locali con il nome d’arte di Freddie Bulsara.

L’anno della svolta – sia per lui sia per il panorama artistico mondiale – è il 1970. Dall’incontro con il chitarrista inglese Brian May nascono infatti i Queen, la band che ha fatto entrare Freddie Mercury nella leggenda. La composizione definitiva del gruppo è arrivata solo nel 1971 con gli ingressi del batterista Roger Taylor e del bassista John Deacon.

 

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I più grandi successi di Freddie Mercury

Il successo mondiale dei Queen arriva nel 1975 con l’album ‘A Night at the Opera’, che contiene uno dei brani più celebri del gruppo: ‘Bohemian Rapsody’. Nel 1976 tocca poi al singolo ‘Somebody to Love’, che anticipa l’uscita dell’album ‘A Day at the Races’.

L’anno successivo esce poi ‘News of the World’, che contiene altri due capolavori della band: ‘We Will Rock You’ di Brian May e ‘We Are the Champions’, scritta da Freddie Mercury. Il rocker e frontman è anche autore di ‘Don’t Stop Me Now’ (da ‘Jazz’, 1978) e ‘Crazy Little Thing Called Love’ (‘The Game’, 1979). Freddie Mercury è stato anche autore di due album da solista: ‘Mr. Bad Guy’ nell’85 e ‘Barcelona’ nell’88.

Personaggio stravagante ed eccentrico, Mercury è stato spesso al centro delle cronache mondane per le sue frequentazioni e i suoi eccessi fuori dal palco. Dopo aver contratto il virus dell’Hiv nel 1989, è morto due anni più tardi per una broncopolmonite nata come complicanza dell’Aids.

Il “giallo” di Natale: così sopravvive il mito

Nonostante siano ormai passate tre decadi dalla sua scomparsa, Freddie Mercury continua a vivere nel ricordo di molti. A partire dai fan, che ancora oggi conservano nel proprio cuore le spettacolari immagini della celebre esibizione dei Queen a Wembley per il Live Aid del 13 luglio 1985.

Ma anche quello dei suoi amici e delle persone a lui più chiare, protagonisti di quello che è noto alle cronache come il “giallo di Natale”. Dal 1992, infatti, alla vigilia di Natale dai magazzini londinesi Fortnum & Mason partono dei fattorini che hanno il compito di consegnare in gran segreto dei cesti natalizi a parenti o vecchi amici del cantante. Un gesto d’amore che rende Freddie Mercury di fatto immortale.


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