‘Die Welt’ nella bufera: “In Italia la mafia aspetta gli aiuti dell’Europa”

Durissime le reazioni della politica italiana dopo l'articolo di 'Die Welt'. Di Maio, ministro degli Esteri: "Inaccettabile, la Germania prenda le distanze"

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L'articolo su Die Welt contro l'Italia
newsby Marco Enzo Venturini9 Aprile 2020


“Frau Merkel, rimanga impassibile“: questo è il titolo scelto da ‘Die Welt’, quotidiano tedesco di stampo conservatore, per un’editoriale firmato da Christoph B. Schiltz. L’articolo, molto duro, è tutto incentrato sui problemi dell’Italia nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus. E ha uno scopo: sostenere Angela Merkel nel mancato ascolto delle richieste italiane in tema Coronabond.

Italiani nel mirino: “Controllateli”

“La solidarietà è una importante categoria dell’Europa”, si sostiene nell’articolo di ‘Die Welt’. Ma con un distinguo: “Può essere fatto senza limiti e controlli?“.

Quindi il succo della questione, quello che ha scatenato l’inevitabile e giustificata rabbia dei politici nostrani: “Dovrebbe essere chiaro che in Italia – dove la mafia è forte e in questo momento sta aspettando i nuovi finanziamenti a pioggia di Bruxelles – i fondi dovrebbero essere versati soltanto per il sistema sanitario. Non, invece, per il sistema sociale e fiscale”.

Non è tutto: “Naturalmente gli italiani devono essere controllati da Bruxelles e usare i fondi in modo conforme alle regole. Pur all’interno dell’emergenza Coronavirus, i principi fondamentali devono valere ancora”.

Sulla vicenda è immediatamente intervenuto Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri ne ha parlato a ‘Uno Mattina’, invitando la Germania a intervenire in maniera severa e diretta. “Sono state affermazioni vergognose, inaccettabili – ha dichiarato -. Auspico che il governo tedesco ne prenda le distanze. Oggi l’Italia piange le vittime del Coronavirus, ma continua a piangere quelle della mafia. Non voglio fare polemiche, ma in questo momento non accetto che si facciano simili considerazioni”.

‘Die Welt’, le reazioni della politica

La vicenda è stata sviscerata dalla politica anche sui social network. Di Maio ha ribadito il concetto su Facebook (“aggiungendo “Questo non è un gioco, non è una partita tra due o più Paesi. Le persone stanno morendo e l’Europa ha il dovere di rispondere“). Il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, anche lui in quota M5S, ha scelto invece Twitter: “Chi non vuole recepire la legislazione antimafia italiana sull’aggressione ai capitali mafiosi, chi ha ‘pecunia non olet’ come suo Vangelo, chi ha tantissimi ‘locali’ di ‘ndrangheta a casa sua, rovescia su chi piange migliaia di vittime contro la mafia accuse infami“, il suo attacco a ‘Die Welt’ e in generale alla Germania, con tanto di hashtag #ipocrisia.

Chi ha provato a placare gli animi è stato il deputato del PD Andrea Romano, membro della Commissione Esteri della Camera. “Prima di dichiarare guerra alla Germania – trovandoci tra l’altro a corto di munizioni – proverei a distinguere tra stampa e governo, giornali e politica, satira e diplomazia etc. Magari per concentrarci su quello che oggi conta davvero: la trattativa in corso in Europa”, il suo monito.


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