Covid-19, Cina alle prese con un nuovo focolaio: il caso di Fujian

Un nuovo focolaio di coronavirus si sta diffondendo nella provincia cinese di Fujian: le autorità cinesi prendono provvedimenti

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Foto Wikimedia Commons
newsby Linda Pedraglio13 Settembre 2021


La Cina prende provvedimenti per arginare il nuovo focolaio di Covid-19 nella provincia di Fujian. Chiudono bar e cinema, i servizi di trasporto sono sospesi e si avviano test di massa sulla popolazione locale. A preoccupare la autorità cinesi è la rapida diffusione della variante Delta nella provincia sud-orientale del Fujian. Un uomo che ha completato 21 giorni di quarantena obbligatoria al ritorno in Cina dall’estero è stato identificato come la probabile fonte del nuovo focolaio.

Covid-19, nuovo focolaio a Fujian

Il nuovo focolaio nella provincia del Fujian, sulla costa sud-orientale della Cina, ha infettato più di 60 persone, tra cui 15 alunni delle scuole elementari. Soltanto due settimane fa, la Cina affermava di aver arginato l’ultima ondata di contagi, la più recrudescente dopo un anno, a causa della variante Delta. Le ultime infezioni sono state rilevate per la prima volta in due giovani fratelli durante un test Covid di routine in una scuola elementare nella contea di Xianyou, città di Fujian, giovedì. Un altro studente e tre genitori sono risultati positivi il giorno successivo.

Qual è stata la fonte dell’epidemia

Gli esperti hanno indicato uno dei genitori, un padre tornato di recente da Singapore, come la probabile fonte dell’epidemia, nonostante l’uomo abbia completato una lunga quarantena all’arrivo in Cina. L’uomo è arrivato a Xiamen, un importante centro costiero del Fujian, il 4 agosto, dove ha trascorso 14 giorni di quarantena obbligatoria in hotel. Ha trascorso altri 7 giorni in quarantena centralizzata in un luogo designato a Xianyou, prima di tornare a casa per un’ulteriore settimana di monitoraggio sanitario, secondo il governo Fujian. Durante i 21 giorni di quarantena, l’uomo era risultato negativo al coronavirus per ben nove volte, prima di risultare positivo venerdì, quindi 37 giorni dopo essere entrato in Cina.

La severa quarantena cinese non basta

Le restrizioni alle frontiere cinesi e i requisiti di quarantena obbligatoria per gli arrivi all’estero sono tra i più severi al mondo. Da quando ha debellato l’ondata di Wuhan, il governo cinese ha sempre attribuito i focolai locali alla trasmissione dall’estero. Quindi, attraverso viaggiatori o merci importate. Le autorità cinesi non hanno rivelato quando, dove o come l’uomo avrebbe contratto il virus. Tuttavia, un periodo di incubazione più lungo di 21 giorni è altamente insolito. In molti si sono chiesti se l’uomo abbia preso il virus dopo essere tornato a Xianyou.

 

 


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