La comunità africana nella città cinese di Guangzhou denuncia pesanti discriminazioni a causa della pandemia di Coronavirus. La CNN ha raccontato diverse testimonianze condivise sui social media riguardanti persone che sarebbero rimaste senza un tetto questa settimana. Il motivo nascerebbe dall’attenzione che la Cina sta rivolgendo ai casi importati di COVID-19, che hanno alimentato un sentimento “anti-straniero”.
Stando a questi racconti, nella città cinese meridionale gli africani sarebbero stati sfrattati dalle proprie case dai proprietari e allontanati dagli hotel, nonostante molti sostengano di non avere precedenti di viaggio o contatti noti con i pazienti affetti da Coronavirus.
Le esperienze raccolte da un reportage della televisione americana, che ha intervistato più di venti africani che vivono a Guangzhou, sono molto simili: il fatto di essere stati lasciati senza casa, di essere stati sottoposti a test casuali per Coronavirus, di essere stati messi in quarantena per 14 giorni nelle proprie case senza avere sintomi o contatto con pazienti noti. I residenti africani affermano che l’ostilità locale nei confronti della loro presenza non è una novità. Ma i nuovi casi emersi di Coronavirus nella comunità africana avrebbero contribuito ad amplificare le tensioni esistenti.
Temendo un raggruppamento tra i residenti stranieri, le autorità di Guangzhou hanno innalzato il livello di rischio di Yuexiu e Baiyun, le aree che ospitano le due enclavi africane della città, da basse a medie. Pochi giorni fa il consolato americano a Guangzhou aveva avvertito gli afroamericani di evitare viaggi in città.
“In risposta a un aumento delle infezioni da Covid-19, i funzionari dell’area metropolitana di Guangzhou hanno intensificato il controllo sui cittadini stranieri“, ha affermato il consolato in una nota. Nell’ambito di questa campagna, la polizia ha ordinato a bar e ristoranti di non servire clienti che sembrano essere di origine africana. Inoltre, i funzionari locali hanno avviato una serie di test obbligatori per Coronavirus, seguiti da un’auto-quarantena, per chiunque abbia avuto “contatti africani “, indipendentemente dalla storia recente del viaggio o dal completamento della quarantena precedente. Gli afroamericani hanno anche riferito che alcune aziende e hotel si rifiuterebbero di fare affari con loro.
Significativa la testimonianza di un commerciante di merci nigeriano, che era tornato a Guangzhou, ormai la sua casa dal 2009, e dove è abituato a soggiornare in hotel durante il periodo di visita in Cina. Con i casi di Coronavirus cinesi apparentemente sotto controllo, voleva riprendere la propria attività commerciale, tornando sette giorni prima che il Paese asiatico chiudesse i propri confini alla maggior parte dei cittadini stranieri. Dopo la quarantena imposta dal Governo, nonostante un buono stato di salute, è però diventato di fatto un senzatetto.
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