Salone del Mobile 2021,
nuova pelle e sostenibilità

Abbiamo fatto un giro al Supersalone e vi raccontiamo le novità rispetto alle edizioni precedenti e perché vale la pena farci un giro

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Salone del Mobile 2021, nuova pelle e sostenibilità
newsby Emiliano Ragoni6 Settembre 2021


E’ ufficialmente partito il Salone del Mobile 2021 di Fiera Milano-Rho, che si terrà fino al 10 settembre. L’importante evento, inaugurato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, può contare su quattro padiglioni per un totale di 68.520 mq. Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di vedere il primo grande evento italiano post-covid, tra i più importanti in assoluto del settore.

Il Supersalone protagonista con un nuovo format

Gli organizzatori ci tengono a precisare la natura poliedrica del Salone del Mobile 2021, che in questa edizione si chiama Supersalone, e può contare su oltre 1.900 progetti di brand espositori, designer e giovani laureati, otre a un ricco programma con più di 40 voci illustri del settore tra architetti, innovatori, visionari, imprenditori, artisti e politici, una rassegna cinematografica in collaborazione con il Milano Design Film Festival, e quattro food court ideate da Identità Golose e animate da nove dei più grandi interpreti della cucina italiana. Non manca nemmeno una grande mostra dell’ADI/Compasso d’Oro, che ha l’obiettivo di capitalizzare i punti di contatto tra settori differenti, sperimentare nuovi format espositivi, coinvolgere e motivare i visitatori.

Una volta all’interno dei padiglioni del Supersalone, che in questa edizione è stato curato da Stefano Boeri e da un gruppo internazionale di co-progettisti, si possono notare le grandi differenze rispetto al passato, anche nella modalità di esposizione degli articoli. I vari stand sono infatti “aperti” e danno al visitatore la possibilità di vivere l’ambiente più direttamente rispetto alle precedenti edizioni. Particolare la scelta di raccordare i diversi espositori con una sorta di tunnel che nella forma ricordano le caverne.

Cambiamento che è stato sottolineato anche dal Presidente del Supersalone del Mobile di Milano, Maria Porro:  “La forza del Salone del Mobile di Milano è sempre stata la volontà di fare squadra, di sperimentare e anche di rischiare, senza mai, però, perdere di vista l’obiettivo finale: il bene per le nostre aziende e per i nostri espositori. Ho sempre vissuto un Salone che, in ogni edizione, è stato capace di mettersi in discussione, di guardare alle trasformazioni della società, di analizzare sfide e cogliere opportunità. Di cambiare punto di vista”, le sue parole.

E ancora: “È ciò che abbiamo fatto scegliendo la strada di un Supersalone. Abbiamo rotto gli schemi per non restare fermi in una situazione che avrebbe potuto impoverire il sistema e compromettere il primato di Milano. Non è stato facile, ma l’aver scelto una nuova strada e colto l’occasione di fornire nuove visioni di brand e prodotti è segno di quanto grande sia la forza del nostro design, che, coniugando tradizioni culturali, creatività dei protagonisti, capacità innovativa dell’industria e dei territori, ci permette di guardare al futuro con fiducia”, ha aggiunto.

Salone del Mobile 2021, il design sostenibile nella sua essenza

Secondo quanto comunicato da FederlegnoArredo, la produzione complessiva della filiera legno-arredo è di 39 miliardi di euro; il macrosistema arredamento vale 21 miliardi di euro di cui 11 miliardi destinati all’export, e nel primo semestre è cresciuto del 14,3% sul 2019, con un recupero in particolare sul mercato italiano.

Insomma, il settore legno-arredo è molto importante per l’Italia, e Milano si conferma, ancora una volta, la capitale del design. Ed è quello che si evince visitando i padiglioni e osservando i prodotti esposti dai vari brand. L’Italia può infatti contare su tante aziende specializzate nella produzione di mobili e arredo in grado di adattarsi ai mutevoli gusti del pubblico. Le cucine moderne, oltre a essere ipertecnologiche, si caratterizzando per un design particolarmente minimale, dove i vari elettrodomestici sono nascosti all’interno degli stessi pensili. Non mancano tuttavia aziende nostrane che propongono arredamenti di extra-lusso destinati ai paesi esotici; un segmento di mercato in crescita e particolarmente redditizio.

Un altro tema principale che si può notare visitando i padiglioni è quello della sostenibilità e dell’economia circolare. Nella costruzione della manifestazione si è data priorità al noleggio e al riuso in modo da evitare il più possibile sprechi di materiale. Gli spazi a disposizione delle aziende sono stati concepiti per dare risalto al prodotto e ridurre all’essenziale l’impiego di strutture di supporto. Tutti i materiali e le componenti dell’allestimento ideato da Andrea Caputo e da Stefano Boeri Interiors (le aree comuni: food court, arene, lounge) utilizzano una ridotta quantità di pannelli di truciolare, ottenuti con legno riciclato al 100%, che saranno rimessi, poi, all’interno del ciclo di produzione in un’ottica circolare.

Secondo quanto comunicato dall’organizzazione del Supersalone con questo approccio sono stati risparmiati 553.500 chilogrammi di CO2. Tutto è pensato per poter essere smontato e successivamente riutilizzato: i sistemi di allestimento verranno completamente recuperati; le aree lounge, le panche e le sedute sono montate “a secco” e quindi smontabili e anch’esse usufruibili nuovamente in momenti e contesti differenti.

In definitiva questo Supersalone è un’edizione sicuramente meno ricca rispetto alle precedenti (ma non poteva essere altrimenti, soprattutto per via dell’emergenza sanitaria tutt’ora in corso), ma complessivamente riuscita. Da sottolineare lo sforzo che hanno fatto gli organizzatori per allestire una manifestazione diversa e al passo con i tempi. E non era assolutamente facile.


Tag: Maria PorroMilanoSalone del Mobile