Guida Michelin, da 0 a 2 stelle in un colpo solo: il caso del Tre Olivi a Paestum

Tra le novità, il ristorante Tre Olivi di Paestum, che è passato da zero a due stelle, sotto la guida dello chef Solofra

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Foto Guida Michelin
newsby Linda Pedraglio24 Novembre 2021


Anche quest’anno, Guida Michelin, giunta alla sua 67a edizione, ha assegnato le ambite stelle ai migliori ristoranti in Italia. Le novità stellate sono 35, disseminate in quattordici regioni, da Nord a Sud, a costellare il firmamento dell’alta cucina italiana. Sono due i ristoranti ad aggiudicarsi due stelle, mentre una stella è stata riconosciuta agli altri trentatré. Nessuno nuovo tre stelle nell’edizione 2022. Spicca invece per numero di stelle la Campania, che se ne aggiudica ben otto, di cui due in un colpo solo.

Tre Olivi di Paestum, da zero a due stelle

Tra le novità degne di nota in questa edizione, c’è stato il ristorante Tre Olivi di Paestum, in provincia di Salerno. Il locale è passato da zero a due stelle, sotto la guida dello chef Solofra. La giuria della prestigiosa guida gastronomica motiva la decisione in poche righe. “Un’esperienza gastronomica sensoriale e territoriale. La grande personalità dello chef Giovanni Solofra emerge dalla sua proposta di cucina. Capace di sorprendere per finezza, gusto, idea e tecnica“, spiega la giuria. “Generosità, precisione, minuziosità in ogni preparazione sono le parole d’ordine per produrre accostamenti spesso intriganti“, si legge nella motivazione di Guida Michelin.

I segreti dello chef stellato Solofra

All’interno del Savoy Beach, imponente struttura bianca sulla litoranea a un passo dalla passeggiata lungo, “Tre Olivi si trova in una sala ariosa e moderna impreziosita da legno di ulivo e pietre locali“, si legge sulla Guida Michelin. Protagonista è la “tecnica assoluta per la cucina di Giovanni Solofra che propone sapori del Cilento e della Campania, sua terra natia, da cui attinge prodotti e idee, filosofia e storia“. Accomodandosi al tavolo, “l’ospite intraprende un goloso viaggio che spazia dai detti napoletani che accompagnano l’avvio del pasto al grande servizio di pane e pasticceria a cui dà valore aggiunto la moglie dello chef, abile cuoca-pasticcera”.


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