eSports

eSports, Sanneris (Betclic Apogee): “Un team è come una squadra di calcio”

Gli eSports come gli sport reali: un team professionistico di videogiochi competitivi è sempre più simile a una squadra di calcio, e così oltre ai giocatori (o meglio, ai player) è presente anche la figura dell’allenatore. Ma cosa significa essere un allenatore di videogiochi? Efisio “Efy” Sanneris, coach manager di FIFA per il team Betclic Apogee, ci spiega i retroscena di questa nuova professione.

Sanneris, qual è il ruolo di un allenatore di un team eSports?

Essere un allenatore di videogiochi è molto simile a essere un allenatore sul “campo” a tutti gli effetti. Prima di tutto bisogna avere credibilità. Se si vuole il massimo impegno e professionalità dai ragazzi bisogna essere i primi a dare l’esempio, se si pretende positività bisogna essere positivi, se si pretende il non avere ansie e paure bisogna non averne. Se si vuole puntualità agli allenamenti bisogna essere i primi a esserci, proprio come nel calcio e in qualsiasi disciplina sportiva. Bisogna comunicare in modo efficace e diretto le strategie da mettere in pratica e i punti dove andremo ad allenarci e a lavorare per migliorare.

Quali sono le sue mansioni?

Tra i compiti di un allenatore sicuramente uno dei più importanti è conoscere i ragazzi e saper individuare i punti di forza e di debolezza. Quindi con alcuni player si ha un approccio anche più rude, con altri invece può essere totalmente diverso. Bisogna essere soprattutto bravi a capire come comportarsi, per questo è importante il lavoro svolto con lo psicologo del team, a cui si aggiunge in più l’esperienza dell’allenatore. Anche per questo sono molto contento di aver ritrovato HHezerS e Margamat01 nel team di Betclic Apogee, giocatori che già conoscevo bene e con cui c’era un ottimo rapporto di stima e collaborazione.

In cosa differisce il suo lavoro da quello di un coach di sport “fisici”?

Come ha detto il grandissimo Alex Ferguson, allenare è molto più di una passione o un lavoro, è una vera e propria “mission”. Il vero obiettivo non è semplicemente vincere ma far sì che, lavorando, ogni ragazzo tiri fuori tutto il suo potenziale: questa sarà la vera vittoria di un coach. È importantissimo confrontarsi con altri coach e con i player e contemporaneamente rimanere aggiornati, visionare gli avversari e cercare sempre di apprendere e migliorarsi in modo da poter dare ai player quel supporto in più necessario a vincere anche le sfide più difficili.

Come si diventa allenatori in ambito eSports? Qual è stata la sua esperienza?

Io sono diventato coach ufficialmente dal 2020, ma diciamo che coach ci sono nato. Sin da bambino sono sempre stato molto maniacale con tattiche e istruzioni ed è una cosa che mi sono portato dietro. Prima di essere coach ovviamente bisogna essere player, cerco di trasmettere tutta la mia passione ai ragazzi che seguo. Lo scorso anno ho avuto un’esperienza molto positiva, in cui facevo il coach in un altro team: cinque player ai playoff dei mondiali, due player in nazionale italiana e un player ai mondiali. Esperienza che mi ha permesso di far parte di questo nuovo progetto con Betclic Apogee e sono molto onorato e orgoglioso di essere il coach/manager del team italiano.

Come si prepara un player? Sia fisicamente che mentalmente…

I nostri player sono seguiti in tutto nei minimi particolari. In Betclic Apogee abbiamo uno staff professionale ed esperto in tutti gli aspetti, dallo psicologo alla personal trainer, dagli altri allenatori e analyst fino ai vertici del team. Gli allenamenti sono quotidiani in “rivals”, in tornei giornalieri e nello studio di altri player, nel rivedere partite, errori commessi e in cosa migliorare.

Infine, quali obbiettivi si pone il team Betclic Apogee per il 2022?

L’obiettivo di Betclic Apogee è ottenere sempre i migliori risultati possibili. Ma la mission del team, oltre che la mia, è lavorare con massimo impegno, costanza e positività: col duro lavoro sicuramente i risultati saranno una conseguenza. E, alla luce di quanto ottenuto finora, direi che abbiamo lavorato bene e continueremo a farlo. L’obiettivo è arrivare ai mondiali di FIFA 22.

Lorenzo Baletti

Nato a Milano nel 1989, giornalista professionista dal 2015, da sempre appassionato di sport. Dopo svariate esperienze in diverse redazioni sportive nazionali, come redattore o collaboratore, ho iniziato ad esplorare anche il mondo degli eSports: un nuovo fenomeno sociale ed economico, tutto da scoprire.

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