Vincent Bolloré definisce “insufficiente” l’offerta di Kkr per la vendita di Tim, ma si dice comunque pronto a collaborare con il governo italiano per il bene dell’azienda. Lo stesso discorso non vale per la Francia, dove il tycoon bretone è in guerra aperta con il presidente Emmanuel Macron. In vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, il capo dello Stato francese marca a uomo il primo azionista di Vivendi, diventato ormai un pericoloso ostacolo alla sua rielezione. A far paura è l’impero mediatico dello stesso Bolloré, che è in continua espansione. Un polo che racchiude giornali, radio e televisioni, sempre più orientati verso una linea di ultra-destra che preoccupa Parigi.
Le Monde ha recentemente rivelato, in un’inchiesta, che Bolloré e Macron si sarebbero incontrati a giugno per un pranzo. “Insomma la smetta, sta comprando tutto lei!”, avrebbe detto il presidente francese al suo ospite. Il riferimento era alle tante acquisizioni effettuate in questi ultimi tempi, soprattutto nel settore dei media. Recentemente Vivendi è diventato azionista di maggioranza di Lagardère, che detiene la radio Europe1, i settimanali Paris Match e Le Journal du Dimanche e la casa editrice Hachette. Secondo Mediapart, l’uomo d’affari avrebbe addirittura puntato a Le Figaro (informazione poi smentita).
In Francia Bolloré, azionista di maggioranza di Tim (della cui vendita si sta parlando in questi giorni) si sente minacciato proprio dalla più alta autorità dello Stato. Pochi mesi prima dell’incontro con Macron, il Tribunale di Parigi aveva deciso di rinviare a giudizio l’uomo d’affari per un caso di corruzione in Togo, nonostante il diretto interessato si fosse riconosciuto colpevole e disponibile nel pagare 12 milioni di euro. L’affronto di troppo per Bolloré, che secondo Le Monde ormai si sarebbe convinto dell’ostilità di Macron nei suoi confronti.
La guerra è ormai aperta. E, come in tutti i conflitti, ognuno schiera le sue armi migliori. Quella di Bolloré si chiama Eric Zemmour, noto giornalista e opinionista condannato più volte per le sue uscite contro l’Islam e gli immigrati. Molte di queste, pronunciate proprio ai microfoni di CNews, canale del Gruppo Bolloré. Grazie agli interventi del controverso giornalista, il canale ha triplicato gli ascolti, diventando a settembre l’all-news più seguita di Francia, davanti a BfmTv.
Zemmour, non ancora ufficialmente candidato, a settembre ha cominciato una cavalcata nei sondaggi che lo ha portato a superare Marine Le Pen. Un terremoto nel panorama politico francese, nonostante in questi ultimi giorni si stia riassestando. Zemmour e Bolloré si parlerebbero al telefono tutti i giorni e si vedrebbero una volta al mese a pranzo, secondo Le Monde. Un’intesa solida, che delude le aspettative della Le Pen, che fino a poco tempo fa considerava l’imprenditore come un fedele alleato.
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