JRR Token, addio alla criptovaluta ispirata al Signore degli Anelli

La società proprietaria dei diritti sulle opere di Tolkien ha bloccato la criptovaluta ispirata al Signore degli Anelli per violazione dei diritti

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Foto Wikimedia Commons
newsby Linda Pedraglio24 Novembre 2021


Il viaggio di Bilbo Baggins ha subito una brusca battuta d’arresto, quando la proprietà di JRR Tolkien ha intrapreso un’azione legale per bloccare la criptovaluta chiamata JRR Token. La criptovaluta ispirata a Il Signore degli Anelli, con lo slogan “L’unico token che li governa tutti”, e lanciata ad agosto, è stata bloccata definitivamente. La società si è rivolta all’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), sostenendo una violazione dei diritti sul nome di Tolkien.

JRR Token, la criptovaluta ispirata a JRR Tolkien

La criptovaluta in questione è stata promossa con un video che usa il tema della contea della saga cinematografia di Peter Jackson. Anche l’attore Billy Boyd, che ha prestato il volto al personaggio di Pipino, ha partecipato alla promozione della criptovaluta con un video. Sembra che gli sviluppatori lo abbiano contattato tramite Cameo, una piattaforma che consente di commissionare video personalizzati a personaggi celebri.

Perché viola i diritti d’autore

La proprietà di Tolkien ha agito quasi immediatamente appellandosi all’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale. Il prodotto avrebbe infatti violato i diritti di marchio sul nome di JRR Tolkien. L’accusa è inoltre di aver progettato un dominio “per indurre in errore gli utenti di Internet a credere che la criptovaluta avesse qualche legittimo collegamento commerciale con Tolkien“. Gli autori hanno omesso soltanto le lettere “L” e “I” dal nome a dominio.

Come si è difeso lo sviluppatore

Immediata la risposta dello sviluppatore Matthew Jensen, residente negli Usa. “Il nome intende far riferimento alla forma di valuta digitale e non all’autore“, ha dichiarato in un documento ufficiale. “Inoltre JRR è acronimo per Journey through Risk to Reward“. La spiegazione dello sviluppatore non ha convinto l’OMPI, che ha dichiarato poco chiaro il riferimento dell’acronimo nel mondo delle criptovalute. A sostegno dell’accusa, il sito web includeva diverse immagini relative a Il Signore degli Anelli, compresi disegni di anelli, case Hobbit, parti di dialoghi e un mago molto simile allo stregone Gandalf.

 

 


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