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“Fico è un parco unico in Italia, ma mi verrebbe da dire unico al mondo, perché un parco con questo formato non esisteva. Fico è una sorta di viaggio racchiuso in un unico edificio, un viaggio nel meglio del cibo italiano”. Lo afferma Stefano Cigarini, amministratore delegato di Fico Eataly World, il parco tematico di Bologna dedicato al cibo.
Cigarini definisce poi l’esposizione bolognese un “parco da gustare, con 30 attrazioni e un viaggio gastronomico attraverso l’Italia” che permette ai suoi visitatori di “divertirsi mentre lo fanno”. Ma Fico è anche un parco tematico in cui “le persone si possono assembrare, come vuole il termine che abbiamo imparato ad utilizzare”.
Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle norme anti Covid. “È un luogo molto grande, con parti all’aperto e al chiuso, che permette il distanziamento”, aggiunge l’a.d. Cigarini. “Fico è allineato ai protocolli e alle regole che tutti abbiamo imparato ad utilizzare: accessi con green pass; utilizzo delle mascherine; distanziamento; postazioni di igienizzazione”.
Ma cosa è possibile fare nello spazio espositivo di Bologna? “È un luogo dove si può entrare e interagire con gli animali della fattoria, oppure visitare gli spazi multimediali; ma anche entrare in una fabbrica e scoprire come si fa il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il formaggio o la birra”. All’interno di Fico si può inoltre “giocare con il cibo, fare esperienze di degustazione o sedersi al ristorante per godersi il meglio dell’Italia”.
“Ora assistiamo a una limitata mobilità di persone: sia di italiani sia soprattutto di stranieri, perché i turisti sono una parte importante del pubblico di Fico”. E, infine, delle scuole che si possono trovare nel parco tematico un punto di riferimento “per imparare la cultura del cibo“. Al momento, però, “tutto questo movimento è fermo”.
Un trend che segue quello di Capodanno, in cui gli italiani hanno “privilegiato le cene – prosegue Cigarini -. E Fico è diventato uno dei più grandi ristoranti d’Italia con i suoi 26 locali”, che riscontrano “le criticità tipiche di questi settori”. Per i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno, infatti, i clienti “non avevano la possibilità di ballare e abbiamo dovuto tenerli un po’ a freno”.
“Non credo che ci saranno nuove chiusure perché abbiamo imparato a convivere con il virus anche grazie ai comportamenti virtuosi delle persone che visitano Fico, ma in generale di tutti gli italiani che utilizzano gli spazi pubblici. In più, questi luoghi offrono sicurezza per la loro ampiezza, un costante ricambio dell’aria e spazi che permettono il distanziamento”, conclude l’a.d. del parco tematico.
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