ECONOMIA

Che cos’è la pensione integrativa

La pensione integrativa è uno strumento finanziario che permettere di avere a disposizione, dopo la pensione, un reddito aggiuntivo, il quale andrebbe a sommarsi a quello garantito dal sistema previdenziale obbligatorio.

L’assegno mensile della pensione obbligatoria è generalmente più basso rispetto allo stipendio che si percepisce durante gli anni di lavoro, corrispondendo grossomodo a una percentuale compresa tra il 40 e il 60%.
Chi attiva un fondo pensione si pone l’obbiettivo di ottenere un assegno aggiuntivo che gli permetta di mantenere un tenore di vita simile a quello precedente. Trattandosi di forme di investimento, tuttavia, non si devono però mai dimenticare i possibili rischi a esse correlati.

Cosa sono le pensioni integrative e quali tipologie esistono

Quando si parla di pensione integrativa si fa riferimento a un vero e proprio strumento di investimento; per questo motivo, prima di attivare un fondo pensione, è necessario rivolgersi a personale esperto o chiedere consiglio a un consulente finanziario, che potrà non solo esporre con chiarezza i rischi a cui si va incontro con questo tipo di investimento, ma anche quale tipologia sia più adatta alla singola situazione. Il capitale versato nel fondo viene investito dal gestore per l’acquisto di azioni e obbligazioni e la rendita finale dipenderà da vari fattori, come ad esempio il capitale versato e le capacità finanziarie del gestore del fondo.

Esistono tre tipologie diverse di fondo:

  • PIP o Piano Individuale Pensionistico: si tratta di piani assicurativi, aperti a tutti, che vengono istituiti da compagnie assicurative, ma possono essere gestiti da altri partner finanziari. Chi desidera aderire a un Pip può, ad esempio, aprire il fondo pensione Moneyfarm, il quale è istituito da Allianz Global Life;
  • FPA o Fondo Pensione Aperto: si tratta di fondi aperti a tutti, proprio come i PIP, ma istituiti e gestiti da intermediari finanziari, tra cui le banche, le Società di intermediazione mobiliare e le Società di Gestione del Risparmio;
  • FPC o Fondo Pensione Chiuso: diversamente dai due precedenti, è accessibile esclusivamente a determinate categorie di lavoratori sulla base di specifici regolamenti, i quali possono fare riferimento al contratto nazionale di categoria o a regole interne alle aziende o agli enti che li istituiscono; in genere prevedono anche un contributo aggiuntivo versato dal datore di lavoro.

La scelta dello strumento più adatto dovrà, come accennato, essere effettuata tenendo conto delle caratteristiche del fondo, dei costi, delle performance, ma anche del proprio profilo finanziario e dei rischi.

Le caratteristiche della pensione integrativa

Indipendentemente dal tipo di fondo che si sceglie, vi sono delle caratteristiche comuni a ogni tipo di pensione integrativa, nel caso questi vadano a buon frutto. Vediamole nel dettaglio.

1. Reddito aggiuntivo al raggiungimento della pensione

Questa caratteristica è quella che generalmente spinge ad aderire a un fondo pensione. Tuttavia il risultato non è certo, in quanto, come detto, trattandosi di forme di investimento, il reddito potrà variare in base alla solidità del fondo e alle capacità dell’investitore; per questo motivo, è fondamentale chiedere consiglio a un consulente finanziario prima di aderire a una delle numerose offerte.

A seconda dei casi e nei migliori di essi, la pensione aggiuntiva potrà essere ottenuta come unica rata, rendita viziata o il 50% di capitale e la parte restante come rendita a vita.

2. Possibilità di usare il TFR

Il lavoratore dipendente che ha diritto al TFR, ossia al Trattamento di Fine Rapporto, se lo ritiene opportuno può decidere di far confluire mensilmente la quota maturata nella sua pensione integrativa, così da metterla a frutto ancora prima di doverla ricevere sotto forma di liquidazione. Ovviamente investire questa indennità è un rischio che si deve essere disposti a correre, dopo aver fatto varie analisi e valutazioni.

3. Vantaggi fiscali

Fondi pensione e Pip presentano alcuni vantaggi fiscali, tra cui l’esenzione dal bollo d’imposta e tutti i contributi che vengono versati, compresi quelli del datore di lavoro, possono essere dedotti dal reddito imponibile.

4. Anticipazione e riscatto

In casi particolari e a seconda del fondo scelto e dell’andamento di quest’ultimo, si avrà la possibilità di ottenere un’anticipazione o un riscatto della quota pensionistica. L’anticipazione può essere richiesta per sostenere spese sanitarie o per l’acquisto della prima casa, mentre il riscatto può spettare nel caso in cui si rimanga disoccupati per oltre 4 anni, si venga licenziati o in caso di invalidità permanente.

Redazione

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