Quest’anno si prospetta un Carnevale più salato rispetto quelli passati. Il motivo? Il rincaro dei prezzi di alcuni prodotti alimentari usati proprio per preparare i dolci della tradizione, quindi uova, latte e farina. A dare queste informazioni sono le elaborazioni di Bmti sui dati rilevati dalle Camere di Commercio, che evidenziano come, nonostante i segnali di ribasso osservati nelle prime settimane dell’anno, i prezzi sono rimasti molto elevati. Nello specifico, il prezzo all’ingrosso della farina è cresciuto del +13,6% rispetto lo scorso anni, e soprattutto del +36,9% rispetto alla media registrata nel quinquennio 2018-2022. Questo, nonostante sia stato registrato un calo del -3,4% rispetto a gennaio, dato dal ribasso delle quotazioni del grano tenero.
Secondo quanto riportano i dati, anche il prezzo delle uova è salito a ‘livelli storicamente elevati’. Come riportato dalla Commissione Unica Nazionale (CUN), infatti, i prezzi delle uova di taglia L provenienti dagli allevamenti di terra, sono saliti del +51,2% rispetto lo scorso anno, raggiungendo fino i 2,45 euro/kg solo questa settimana. Un rialzo dovuto, in particolar modo, sia dall’aumento della domanda dal mercato interno ed estero, che da un’offerta limitata. Una cosa che si verifica anche per quello che riguarda il latte spot, quello che viene venduto in cisterna fuori dai contratti stipulati tra industria e allevatori. Anche qui è stato registrato un aumento, pari al +13,9% su base annua, nonostante sia stato osservato un abbassamento dei prezzi a febbraio, pari al -4,8% rispetto a gennaio. Anche qui, il rientro dei costi è dovuto sia ad un calo delle quotazioni delle alternative estere, che ad una ripresa produttiva in Europa. Tuttavia, è da sottolineare che la crescita dei prezzi risente ancora degli aumenti che nel 2022 erano stati sia causati dalla frenata produttiva a livello continentale, che dall’incremento dei costi di produzione. Situazione totalmente opposta, invece, per il burro, con i prezzi all’ingrosso che da novembre 2022 hanno registrato un vero e proprio crollo, pari al -24%.
Ma quali sono i dolci più consumati, e diffusi, di Carnevale? Secondo l’opinione comunque, questi sono tra i più buoni dell’anno: si parte dalle chiacchere, chiamate anche bugie, frappe e cenci, molto semplici da preparare; passando per le frappe ripiene, che vengono farcite con la crema pasticcera; dalle roselline, dei croccanti fiorellini di sfoglia fritti e decorati con dei canditi; ai ravioli fritti, farciti con un ripieno di ricotta e gocce di cioccolato, finendo con gli struffoli, chiamati anche pignolata o cicerchiata, davvero buoni e ricchi di sapori.
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