Shamsia Hassani, la street artist afghana che dà voce alle donne

La prima street artist donna dell'Afghanistan lancia un messaggio di speranza e resilienza mentre i talebani assediano Kabul

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Foto Instagram | @shamsiahassani
newsby Linda Pedraglio20 Agosto 2021


Shamsia Hassani, classe 1988, è la prima street artist donna dell’Afghanistan. Nota per la sua audace rappresentazione delle donne, Shamsia Hassani ha raggiunto la fama internazionale negli ultimi anni, viaggiando per il mondo e portando con sé unicamente la propria arte. Le sue opere hanno ispirato migliaia di donne e dato nuova speranza alle artiste afghane.

Nel 2014, è comparsa nella classifica dei 100 migliori pensatori globali di Foreign Policy e la sua storia è narrata nel celebre volume “Storie della buonanotte per bambine ribelli“, che ha portato nuova luce e colore sulle vite di tantissime donne afghane. Oggi, si torna a parlare di lei, proprio mentre i talebani prendono il possesso del paese, minacciando la libertà di quelle donne che per tanti anni Shamsia Hassani ha ritratto nei suoi graffiti.

La street artist che dà voce alle donne afghane

Da quando i talebani hanno iniziato la loro avanzata verso Kabul, il profilo Instagram di Shamsia Hassani si è popolato di nuove immagini. Protagoniste sono nuovamente loro: le ragazze di Kabul. Avvolte da abiti azzurri come il mare, piene di grazia e dignità, tengono tra le mani i simboli della loro libertà: un palloncino a forma di cuore, una pianola e un fiore di tarassaco. Rispettivamente, l’amore, la musica e la libertà.

Sullo sfondo, neri e incombenti, ci sono i talebani, armati e con occhi rossi. Con sé, portano la minaccia della repressione, della Sharia e di un maschilismo imperante. In poche ore, le immagini di Shamsia Hassani sono diventate virali e sono state condivise centinaia e centinaia di volte, un messaggio di profonda solidarietà nei confronti dell’artista e di tutte le donne che vivono queste ore di terrore tra le strade di Kabul.

 

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Shamsia Hassani è nascosta in un luogo sicuro

Forse è perché i nostri desideri sono cresciuti in un vaso nero“, si legge a corredo di una sua opera, pubblicata il 14 agosto, poco prima che Kabul cadesse in mano ai talebani. Nell’ultima settimana, le donne hanno in gran parte evitato gli spazi pubblici della capitale e molti artisti hanno cancellato chat e account di social media, temendo ripercussioni violente e potenzialmente fatali da parte dei talebani.

 

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Dopo l’acquisizione di Kabul da parte dei talebani, gli account sui social media di Hassani sono rimasti in silenzio per alcuni giorni, lasciando i fan a interrogarsi sulla sua sicurezza. Fino a quando, martedì, è stata finalmente pubblicata una nuova immagine. Ma questa volta, la ragazza di Kabul è in ginocchio, piange di fronte al suo fiore di tarassaco, rovinosamente caduto per terra. Non sappiamo dove si trovi attualmente Hassani, ma un portavoce ha fatto sapere che si trova in un luogo segreto e sicuro.

 

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Il potere dell’arte contro la repressione

Alcune persone pensano che l’arte non sia consentita nell’Islam e quindi sentono che dovrebbero fermarmi… Se molte menti chiuse si uniscono, saranno molto potenti e possono fare qualsiasi cosa, aveva detto la street artist in un’intervista del 2016. Hassani voleva cambiare il modo in cui le persone percepiscono le donne afgane, comprese quelle che indossano il burqa.

Cerco di mostrarle più grandi di quello che sono in realtà, e in forme moderne, in forma di felicità, movimento, forse più forti. Cerco di far sì che le persone le guardino in modo diverso“, aveva proseguito. L’artista ha anche usato la sua arte per rispondere direttamente agli attacchi dei talebani e di altri gruppi estremisti, creando immagini brucianti di dolore e perdita. Un’opera di pittura e fotografia del novembre 2020 ha espresso il dolore in seguito a un attacco all’Università di Kabul, dove Hassani è docente di belle arti.

 

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Come Hassani rappresenta le donne afghane

Le rappresentazioni delle donne nel corpo delle opere di Hassani esprimono un ampio ventaglio di emozioni: desiderio e sfida, speranza e dolore, libertà e paura. Sono figure geometriche dai contorni audaci con colori brillanti le cui molte sfumature si fondono insieme.  Ciglia lunghe e spesse cadono sugli occhi chiusi mentre i capelli scorrono da sotto il velo o liberamente. Non hanno bocche, ma spesso stringono tra le mani strumenti musicali, simbolo della loro voce, che vuole e deve continuare a essere ascoltata.

 

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