Istat, donne più istruite ma meno occupate: il paradosso italiano

Il livello di istruzione femminile rimane sensibilmente più elevato di quello maschile, ma non si traduce in alcun vantaggio lavorativo

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newsby Linda Pedraglio8 Ottobre 2021


L’ultimo Report Istat porta nuovamente sotto i riflettori i livelli di istruzione e occupazione in Italia. Ne emerge un quadro complesso, ricco di paradossi, interrogativi e zone d’ombra. Stupisce, non solo il divario tra uomini e donne, ma anche la discrepanza tra livello di istruzione e dato occupazionale e il confronto con i dati europei. In Italia solo il 20,1% della popolazione (di 25-64 anni) possiede una laurea contro il 32,8% nell’Ue. Le quote di laureati sono più alte al Nord (21,3%) e al Centro (24,2%) rispetto al Mezzogiorno (16,2%) ma comunque lontane dai valori europei.

Italia: donne più istruite, meno occupate

Protagoniste del paradosso italiano, sono soprattutto le donne. Il loro livello di istruzione rimane sensibilmente più elevato di quello maschile, ma non si traduce in alcun vantaggio in ambito lavorativo. Le donne con almeno il diploma sono il 65,1% e gli uomini il 60,5%. Una differenza ben più alta rispetto a quella osservata nella media Ue27, pari a circa un punto percentuale, stando ai dati Istat.

Divario di genere laureati: non solo in Italia

Stesso discorso per i titoli di laurea. Le donne laureate sono il 23,0% e gli uomini il 17,2%. Ma, anche in questo caso, il vantaggio femminile non si traduce in analogo vantaggio a livello lavorativo. Il divario si conferma anche all’estero, dove le donne hanno un livello di istruzione più elevato rispetto alla componente maschile. Cinque straniere su dieci possiedono almeno il diploma contro quattro uomini su dieci, il 14,3% di queste è laureato contro l’8,3% degli uomini.

Lauree STEM: donne metà degli uomini

I dati cambiano drasticamente considerando soltanto le lauree STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). In tal caso, la quota dei laureati sale al 36,8% tra gli uomini, mentre scende al 17% tra le donne. Il divario è evidente: un laureato su tre, una laureata su sei. Considerando le differenze territoriali, i dati mutano ancora.

La differenza di genere nella quota di laureati in discipline tecnico-scientifiche è massima nel Nord, pari a 27,7 punti, e scende a 14,1 nel Centro e a 10,1 punti nel Mezzogiorno. La quota di laureati STEM tra gli uomini residenti nel Nord è elevata (42,8%) e decisamente superiore a quella nel Centro e nel Mezzogiorno (32,4% e 29,2% rispettivamente). Tra le donne, invece, la quota di laureate STEM nel Nord è di qualche punto inferiore a quelle del Centro e del Mezzogiorno.

 


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