CULTURA

Antonio Pettinato, Il Destino di Onit. Intervista all’autore: “Rivisitare il rapporto madre figlio”

Antonio Pettinato torna a pubblicare un libro dopo Il Sopravvissuto, infatti per Santelli Editore è uscito Il Destino di Onit – Nella costellazione di Andromeda. Ambientato in un mondo “fantascientifico” ci porta dentro al dramma irrisolto del rapporto tra un bambino e sua madre.

Il romanzo narra la storia di Onit che vive nel pianeta immaginario di Aret in una remota regione di quella che conosciamo come Andromeda. Si deve trovare a vivere una presenza complessa e ingombrante nella sua vita quella della madre Technet che comunque è molto affettuosa. Si ritroverà a cercare la libertà in un viaggio all’interno dello spazio ma soprattutto della sua mente.

Antonio Pettinato su Il Destino di Onit Newsby

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare in Esclusiva il Dottor Antonio Pettinato e di sottoporgli alcune domande con le nostre curiosità proprio su Il Destino di Onit.

L’intervista, Antonio Pettinato su Il Destino di Onit

Gentile Dottor Pettinato come nasce il suo libro Il destino di Onit?
Nasce soprattutto da due esigenze/bisogni: rivisitare in termini critici il rapporto edipico/patologico tra madre e figlio e fornire un’altra chiave di lettura ed un’altra prospettiva al mito della cosiddetta bontà della civiltà contadina; in ultimo: lasciare una traccia, per le attuali generazioni, di come si viveva in un piccolo borgo dell’Italia meridionale negli anni ’50 del secolo scorso.

A che target di lettura è consigliato?
Ai fini della lettura non ci sono limiti generazionali in quanto per le generazioni in età più avanzata ha una funzione identificatoria mentre per le altre ha una duplice funzione: informativa e formativa

Il libro è ispirato anche in parte alla sua vita oppure sono fatti totalmente immaginari?
Il libro è certamente ispirato alla mia vita soprattutto al periodo dell’infanzia e della fanciullezza ed è frutto sia di esperienze dirette che conosciute attraverso altre fonti.
C’è poi una parte, l’unica, in cui non ho raccontato e narrato ma ho creato (non inventato) una storia d’amore in cui descrivo qual è la mia concezione del sesso, dell’amore, della felicità tra due esseri umani di sesso diverso.

Pensa che da questo libro potrebbe nascere un film?
Penso proprio di si in considerazione sia dei personaggi spesso di tipo pirandelliano sia dei luoghi, molto suggestivi e dotati di un patrimonio storico/architettonico che riporta al tempo dei Romani, cioè a più di duemila anni fa.

Matteo Fantozzi

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