Zone gialle, chi rischia con i dati sui casi ogni 100mila abitanti

Alcune Regioni sarebbero già in zona gialla considerando l’incidenza dei casi. Ma la situazione ancora sotto controllo negli ospedali evita per il momento la “retrocessione”

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Un reparto Covid
newsby Tiziano Rugi23 Luglio 2021


Il decreto del governo ha stabilito i nuovi parametri per determinare i colori delle Regioni. È stato confermato l’indicatore dell’incidenza, legato al numero dei contagi. Si resta in zona gialla solo se l’incidenza settimanale è inferiore a 50 casi ogni centomila abitanti. A questo criterio il governo ha affiancato il tasso di ospedalizzazione nei reparti ordinari e nelle terapie intensive.

L’incidenza ogni 100mila abitanti

E questo ha permesso ad alcune Regioni italiane di salvarsi dalla “retrocessione”. In base alla sola incidenza dei contagi, Sardegna (86), Sicilia (81), Lazio (72) e Veneto (74) sarebbero tutte sopra la soglia limite dei 50 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti. I dati si riferiscono all’incidenza nel periodo 7-20 luglio e sono stati calcolati dalla Fondazione Gimbe.

Inoltre, un gruppo di Regioni si avvicina pericolosamente alla soglia della zona gialla. La Toscana e la Campania hanno un’incidenza di 47 casi ogni 100mila abitanti. L’Emilia Romagna di 45. L’incidenza dei nuovi contagi è, invece, ancora bassa in Piemonte (19), in Puglia (19) e Basilicata (23).

Nel medio periodo c’è però da considerare che l’aumento dei contagi inevitabilmente si rifletterà anche sull’occupazione dei posti letto in ospedale. E quindi sul passaggio in zona gialla.

Rischio epidemico “moderato” in quasi tutta l’Italia

Il tasso di ospedalizzazione penalizza le Regioni del Sud Italia, con meno posti letto in terapia intensiva. L’incidenza dei contagi, invece, è superiore nelle Regioni più popolose, distribuite sull’intero territorio nazionale. Una combinazione che rischia di essere particolarmente insidiosa in Regioni come la Sicilia e la Sardegna. Che potrebbero passare rapidamente in zona gialla.

Nell’ultimo report l’Istituto Superiore di Sanità ha valutato il rischio epidemico come “moderato” in quasi tutte le Regioni italiane, con l’eccezione di Basilicata e Valle d’Aosta. Sono stati superati, dunque, i livelli di valutazione del rischio “molto basso” e “basso” e siamo nel livello precedente al “rischio alto”.

Le zone gialle legate ai posti letto in rianimazione

Per il momento la situazione nelle terapie intensive appare sotto controllo. La media nazionale di occupazione è del 2%. Ma in alcune Regioni i numeri stanno crescendo. In base ai dati contenuti nel portale Covid del governo, a rischiare di più adesso sono Calabria, Sicilia, Toscana e Lazio. I numeri sono ancora in sicurezza, visto che oscillano tra il 3 e il 4 per cento di occupazione, ancora distante alla soglia del 10 per cento. Ma a causa della minore disponibilità di posti letto in rianimazione, con l’eccezione del Lazio, la zona gialla potrebbe avvicinarsi pericolosamente.

Meno preoccupante la situazione per quanto riguarda i reparti di degenza. La media nazionale di occupazione è di poco superiore al 2 per cento. Ben al di sotto della soglia per passare in zona gialla, individuata al 15 per cento. Sono al 5 per cento dei posti letto occupati nei reparti ordinari Campania e Sicilia. Hanno raggiunto invece il 6 per cento la Basilicata e la Calabria.

 


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