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Vaccini, in Piemonte mancano dosi: “Cambio continuo piani crea problemi”

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Noi vacciniamo tutte le dosi che ci vengono consegnate. Chiaramente, più dosi abbiamo e più riusciamo a vaccinare. Noi siamo perfettamente in linea con quanto ci viene consegnato, non compete a me dire se c’è un problema di dosi“. Così Fabiano Zanchi, responsabile dei centri vaccinali dell’Asl Torino.

“Vaccini? Chiediamo stabilità nei flussi”

Ciò che compete a noi è fare tutti i vaccini che ci vengono consegnati. E da questo punto di vista, noi siamo pronti“, insiste Zanchi. E, sulla mancanza di dosi di vaccino in Piemonte, spiega: “Chiaro che un cambio rapido di quantità di vaccini disponibili renda la macchina organizzativa più problematica“.

Dobbiamo chiamare o modificare i turni, e questo qualche difficoltà ce la dà. Detto questo, seppur raramente, qualche disguido talvolta avviene“, aggiunge il responsabile dei centri per i vaccini a Torino. Che propone anche qualche cambio di rotta: “Si potrebbe migliorare con una stabilità dei flussi. Ci aiuterebbe molto, ci permetterebbe una programmazione più ampia e renderebbe il sistema più stabile“.

Quando nei centri Asl capita un disguido

Quindi Zanchi illustra il funzionamento dei punti vaccinali a Torino: “Un centro come questo di via Schio ha cinquanta persone che ruotano a turno. Quindi nel continuo cambio di quantità di vaccini erogati può esserci qualche difficoltà organizzativa. Questo è un tema che non riguarda i cittadini, ma può riguardare il personale che presta servizio nei nostri centri“.

Segue una spiegazione sui disguidi che si sono verificati nei centri Asl di Torino: “Semplicemente può essere successo che abbiamo inavvertitamente invitato qualche medico e qualche infermiere in più rispetto a quanto fosse programmato. Quindi nessun disagio per l’utenza e nulla che abbia ridotto la nostra capacità vaccinale. Parliamo di semplici disguidi dal punto di vista organizzativo. A pieno regime, come Asl Torino, faremo oltre tremila vaccini. Oggi sono circa 900 al giorno in questo centro, gli altri due arrivano a mille e 750 al giorno. Più gli ospedali e i privati“.

Sara Iacomussi

Classe 1992, da ottobre 2018 è la corrispondente da Torino per importanti editori in veste di videogiornalista. Formata al Master in Giornalismo Giorgio Bocca, è professionista dal 2017

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