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L’ex presidente del Consiglio Mario Monti ha terminato quest’oggi il proprio incarico come presidente dell’Università Bocconi di Milano. Per l’occasione, l’Ateneo ha organizzato l’evento “La Bocconi, l’Italia, l’Europa“, a cui ha presenziato, tra gli altri, anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il Capo di Stato ha voluto ringraziare Monti, citandolo come esempio positivo del nostro Paese: “Mario Monti ha rappresentato, e rappresenta, una storia esemplare che ha segnato fortemente la vita del nostro Paese“, le sue parole.
“L’impegno del professor Monti non verrà meno né presso la Bocconi né, tantomeno, a sostegno delle istituzioni italiane ed europee. Il segno europeista, del Presidente Monti, ha caratterizzato tutta la sua lezione, la Repubblica gli è riconoscente. E si ritrova, nella decisione, del mio predecessore – il Presidente Napolitano – di nominarlo Senatore a vita. Auguri, caro Professore“, ha aggiunto Mattarella.
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Commosso il saluto di Mario Monti alla “sua” Università: “Sono entrato in Bocconi nel 1961, con il numero chiuso sicuramente non sarei entrato. Ho desiderato invitare in questa circostanza le persone che sono state responsabili di avermi mandato in Europa: aveva accettato di essere con noi oggi Silvio Berlusconi che nel suo primo governo mi nominò commissario europeo. Purtroppo non era in grado di venire questa mattina, lo ringrazio comunque moltissimo e faccio a lui e alla sua salute tutti gli auguri“.
E ancora: “Ringrazio chi mi ha confermato commissario, Massimo D’Alema e Romano Prodi a cui devo grande ringraziamento per la fiducia che mi ha dato e per avermi assegnato la funzione più potente e pericolosa tra tutti i commissari. L’Europa pur attraversando momenti di crisi ha livelli di attivismo senza precedenti“, ha poi aggiunto Monti.
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A margine dell’evento per il termine dell’incarico di Mario Monti come presidente della prestigiosa università, è intervenuto anche l’ex presidente della Corte costituzionale, Giuliano Amato. “Io e Mario siamo stati chiamati a governare in condizioni simili. Come evitare il tracollo della credibilità italiana, con il debito che entrambi trovammo elevato e creando condizioni più solide. Erano insomma necessarie sia misure drastiche sia riforme a lungo periodo entrambi facemmo entrambe le cose ma fummo ricordati solo per le misure drastiche e con scontento“, le sue parole.
“Ho visto di recente emergere riconoscimenti e apprezzamenti per le mie riforme. Immagino che quindi nel 2042 questo possa accadere anche a Monti“, ha poi aggiunto scherzando Amato.
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