CRONACA

Treni, governo preoccupato: pronto a tornare distanziamento nei vagoni

Aumenta la preoccupazione per il mancato rispetto del distanziamento sociale nei treni. Tanto che il governo potrebbe ben presto emanare un provvedimento che renda obbligatorio evitare ciò che, con una discreta dose di leggerezza, è stato nel frattempo applicato.

Viaggi non in sicurezza? L’allarme del governo

I gestori dei treni ad Alta Velocità hanno infatti deciso di venire meno all’obbligo di far sedere i viaggiatori occupando un posto sì e un posto no. Questo, chiaramente, per aumentare il numero di biglietti a disposizione dei turisti.

Una soluzione che però ha creato allarme nell’esecutivo. Tanto che il ministro della Salute, Roberto Speranza, potrebbe a ore mettere la sua firma su un’ordinanza che impedisca le deroghe al distanziamento sociale di un metro. Che era uno dei provvedimenti che il ministero dei Trasporti inserì nelle “linee guida” da applicare sui treni.

Le vecchie “linee guida” sui treni

Il MiT stabiliva infatti che i viaggiatori non fossero tenuti al distanziamento di un metro in presenza di un “riciclo dell’aria attraverso l’impianto di climatizzazione o mediante l’apertura delle porte esterne alle fermate“. Era poi possibile sedersi più vicino nei treni previa “misurazione della temperatura con termoscanner o termometri prima di salire a bordo“. Per i tragitti più lunghi era quindi obbligatoria la mascherina, da sostituirsi ogni quattro ore.

Altri provvedimenti erano quelli di salire e scendere sui treni uno per volta (niente assembramenti, insomma) o non cambiare in nessun caso il proprio posto sul mezzo. E, ultimo ma primo in ordine di tempo, l’obbligo di presentare un’autodichiarazione al momento dell’acquisto del biglietto. Si trattava dell’attestato di non presentare nessun sintomo riconducibile al Coronavirus.

Tutto questo, però, secondo il ministro Speranza non sarebbe sufficiente. “Sono molto preoccupato, perché comportamenti e decisioni sbagliate possano vanificare i sacrifici fatti dagli italiani nei mesi dell’emergenza“, ha sottolineato il ministro. E gli effetti si potrebbero vedere ben presto proprio sui treni in viaggio in Italia.

Marco Enzo Venturini

Giornalista pubblicista dal 2018, entrare nell'albo è stato contemporaneamente un traguardo e una nuova partenza di una rincorsa iniziata sei anni prima scrivendo per diverse realtà editoriali sul suolo nazionale. O forse già quando, a cinque anni, il mio gioco preferito era una vecchia macchina da scrivere di famiglia. Appassionato di politica, geografia, cinema e sport, oltre che della lingua italiana: mi piace provare a scrivere ciò che vorrei leggere.

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