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“La nostra condizione è critica, non ci rinnovano se non con un contratto non a posto: stiamo lavorando tanto, male e insoddisfatte. Non riusciamo a garantire agli ospiti la completa assistenza, è un disagio come oss ma anche come persone”. È questo il grido di protesta lanciato dalle oss del gruppo Kos Care che questa mattina hanno protestato in piazza Castello a Torino.
Le lavoratrici, spiegano, chiedono “solo il rinnovo” del contratto e di “essere messe a posto”, poiché “siamo le uniche oss a non avere un contratto decoroso“. Al loro fianco, in piazza Castello, anche dei rappresentanti delle sigle sindacali di settore.
“Abbiamo chiesto un dignitoso adeguamento salariale, hanno rotto il tavolo e fatto un contratto pirata con una sigla autonoma – commentano i sindacati -. Stiamo parlando di una realtà che occupa 20mila addetti, a Torino circa mille. Il gruppo Kos dice di non avere liquidità, ma poi acquista strutture in Germania“.
La protesta degli operatori socio-sanitari di Kos Care ha interessato anche altre parti d’Italia. Alle 11 di questa mattina, davanti a Villa Adria, ad Ancona, i lavoratori hanno infatti proclamato lo stato di agitazione e sono scesi per la prima volta in piazza per un presidio.
La protesta riguarda tutto il personale della rete riabilitativa marchigiana del Santo Stefano, oggi Kos Care Srl. Come a Torino, gli oss reclamano parità di trattamento salariale e normativo rispetto alle case di cura private e alla sanità pubblica.
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