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Ore 9:00, zaino in spalla, computer alla mano e nel silenzio spezzato dal traffico mattutino si sente “Buongiorno Prof”. Oggi le lezioni si seguono seduti sulla scalinata davanti al Ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere. Questa è la protesta di alcuni studenti delle scuole superiori indetta contro la didattica a distanza messa in campo dal governo per contrastare l’emergenza Covid. ‘Proteggiamo il diritto allo studio’, recita un lungo striscione esposto all’ingresso del Miur, messo alle spalle dei ragazzi che, mantenendo la giusta distanza, hanno preso posto sugli scalini, seduti e attenti alle lezioni online.
Una protesta, quella degli studenti, che ormai va avanti da diverse settimane. Dopo lo sciopero nazionale di fine settembre, infatti, lo scorso 23 ottobre Milano si era risvegliata dopo la prima notte di coprifuoco all’insegna di diverse proteste e manifestazioni di dissenso nel centro cittadino. A partire proprio dal mondo della scuola, che aveva fatto sentire la propria voce. In quel caso le polemiche sulla didattica a distanza in Lombardia riguardavano l’entrata in vigore dell’ordinanza regionale che la dispone per tutti gli istituti superiori, in piazza scendono gli studenti. “Senza scuola non c’è futuro“, gridava un gruppo di liceali fuori da Palazzo Marino.
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