Le storie dei no-vax che si sono pentiti di non aver fatto il vaccino

È il caso di Lorenzo Damiano, leader degli antivaccinisti veneti, pentito dopo aver trascorso una settimana in terapia sub-intensiva

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Foto Pixabay
newsby Linda Pedraglio1 Dicembre 2021


Quando il virus colpisce, riesce a far cambiare idea anche al no-vax più convinto. È il caso di Lorenzo Damiano, leader degli antivaccinisti e dei no green pass veneti, nonché candidato sindaco a Conegliano con la lista Norimberga2. Dopo aver contratto il virus durante un viaggio a Medjugorje, Damiano si è ammalato gravemente, finendo in un letto di terapia sub-intensiva per una settimana. Ora sta meglio e a breve potrebbe lasciare l’ospedale. Ma la malattia lo ha molto cambiato. “Sarò pronto quanto prima, quando Dio vorrà, a far sapere al mondo intero quanto sia importante seguire collettivamente la scienza, quella che ti salva“, ha ammesso Damiano, presidente del movimento “Pescatori dei pace”, che invita tutti a vaccinarsi. “A volte bisogna passare per una porta stretta per capire le cose come sono. Io ho fatto una cura monoclonale, ringrazio il reparto di Vittorio Veneto che mi ha seguito, sono stati meravigliosi. E comunque il vaccino lo faccio, ho passato tutto quello che dovevo passare. Vaccinatevi tutti, io mi vaccinerò“.

Vincenzo, 48 anni

Il Covid esiste ed è bruttissimo“, “non è uno scherzo“. “Ve lo dico dal profondo del cuore per quello che ho visto nella rianimazione: vaccinatevi“. L’appello accorato di Vincenzo, 48 anni, arriva da un letto di ospedale, dove l’uomo è ricoverato dopo aver contratto il virus.  Fa fatica a respirare ed è stato intubato per un lungo periodo. Ora sta meglio e si rivolge proprio a chi come lui ha deciso di non fare l’iniezione. “Non fate come me, io ho sbagliato tutto, ho sbagliato a non vaccinarmi. Se potessi tornare indietro mi vaccinerei subito“, ripete. A postare il video è stato l’infettivologo Matteo Bassetti, sulla sua pagina Facebook.

No-vax, 49 anni

Ero no-vax, ma dopo il ricovero per Covid, mi sono convertito“. Inizia così la testimonianza di Mirko (nome di fantasia), un 49enne lombardo che, dopo aver passato oltre un mese in reparto a causa del virus,  è riuscito a uscirne “cambiando radicalmente” la propria posizione sui vaccini. Prima del contagio, pensava che non si sarebbe mai vaccinato. “Non per ragioni ideologiche, ma per ragioni che ritenevo pratiche e scientifiche: dalle tempistiche di elaborazione dei vaccini, alla disponibilità sui mercati fino alla questione dei big pharma“. Ma a febbraio 2020 ha iniziato ad avere i primi sintomi influenzali: “Ho respinto subito l’idea del contagio“. Non appena il quadro si è aggravato, Mirko è stato ricoverato e per due settimane ha respirato soltanto grazie al casco.

Giuseppe, 66 anni

Se avessi creduto alla pandemia, se avessi creduto al Covid, oggi racconterei un’altra storia ma non questa storia“. È questa la frase che si legge nel necrologio di Giuseppe Giuca, un 66enne siracusano, morto in seguito all’infezione da Covid-19. Prima di morire ha chiesto che queste parole fossero scritte nel suo necrologio. La famiglia ha rispettato il suo volere facendo tappezzare la frazione di Belvedere con il manifesto funebre, dove la vittima abitava con la sua famiglia ed era molto conosciuto.

Storia di un medico no-vax

Facciamo i seri e facciamo chiarezza. Il virus è cambiato e uccide. Ho visto giovani senza patologie che infetti arrivano in ospedale, vanno in terapia intensiva e purtroppo in alcuni casi muoiono“. A parlare, in un video condiviso su Facebook, è Pasquale Mario Bacco, medico  legale,  componente dell’associazione ‘L’Eretico’, che sin da subito si è schierato contro il vaccino. “Ho visto morire un ragazzo di 29 anni che ancora continuava a negare l’esistenza del virus – ha aggiunto all’Adnkronos Salute – il virus è mutato e fa paura. Non ho intenzione di abbandonare la lotta per la libertà di scelta, oggi mi definisco più ‘no pass’ che ‘no-vax’. Il Green pass – ha concluso il medico – è intollerabile ma questo non vuol dire che dobbiamo negare la realtà del virus“.

Marcus Birks, 40 anni

Ma c’è anche chi si è pentito troppo tardi. Come Marcus Birks, leader dei “The Chameleonz” e convinto No-Vax, deceduto al Royal Stoke University Hospital, dove era ricoverato a causa del Covid. In ospedale Birks aveva cambiato idea sui vaccini, come aveva riferito alla BBC. “Sono stato un po’ ignorante“, ha ammesso, prima di fare un appello a favore della campagna per l’immunizzazione. “Se non sei ammalato, non pensi che ti ammalerai. Non respirare a sufficienza  è la cosa più spaventosa al mondo. Fate il vaccino – aveva raccomandato nel suo ultimo messaggio –, lo dirò alla mia famiglia e a chiunque vedrò“.

 


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