La Commissione Europea fa retromarcia sulla proposta di divieto di affitto o vendita per gli immobili con classe energetica G. La proposta era stata annunciata, soltanto pochi giorni fa, fissando il 2030 come data termine per aumentare la classe energetica del proprio immobile. La direttiva europea aveva destato preoccupazione in Italia, dove gli edifici residenziali sono circa 12,5 milioni. Di questi, 7.160.000 sono precedenti al 1970 e 11.230.000 hanno più di trent’anni.
“Ci sono diversi modi per raggiungere l’obiettivo dei requisiti minimi“, spiega un alto funzionario Ue. “E noi di certo non proponiamo” un divieto di vendere o affittare gli immobili più inefficienti. In un Paese come l’Italia, ricco sia di proprietari di case che di immobili inefficienti dal punto di vista energetico, un divieto simile avrebbe comportato serie difficoltà per qualsiasi governo. Il divieto ipotizzato nei giorni scorsi non è contenuto nella proposta. Dunque, “non sarà vietato per i proprietari di edifici e appartamenti vendere edifici se sono in classe G“, ribadisce l’alto funzionario.
I mezzi più idonei per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica saranno lasciati a discrezione degli Stati membri Gli Stati membri avranno, quindi, il compito di identificare il 15% degli edifici che ha performance peggiori da rinnovare in via prioritaria. In generale, per gli edifici pubblici e non residenziali, il livello di performance energetica dovrà passare almeno al livello F al massimo entro il 2027 e almeno al livello E entro il 2030. Gli edifici residenziali dovranno passare come minimo alla classe F entro il 2030 e almeno alla E entro il 2033.
La proposta di direttiva sull’efficienza energetica avanzata oggi dalla Commissione Europea “non contiene alcun divieto di vendita o affitto per gli edifici in classe G“. Lo precisa, parlando in conferenza stampa a Bruxelles, il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Frans Timmermans. Il processo di ammodernamento energetico degli edifici, sottolinea Timmermans, “è stato troppo lento e deve essere accelerato in tutta Europa”, per raggiungere obiettivi di neutralità climatica al 2050. “Milioni di europei oggi non riescono a pagare le bollette energetiche: spesso vivono in immobili con sistemi energetici datati. Le persone che vivono in immobili nell’ultima classe energetica pagano molto di più di quanto pagherebbero“, dice Timmermans.
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“Permettetemi di affrontare alcune preoccupazioni specifiche“, aggiunge Timmermans. “Bruxelles non vi dirà che non potete vendere la vostra casa se non è ristrutturata. Nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non verrà ristrutturata. Il patrimonio culturale è protetto e le case estive possono essere esentate“, continua l’alto funzionario. Sarà lasciato ampio margine agli Stati membri per far rispettare uno standard minimo. “Un sostegno finanziario sarà sicuramente necessario in molti casi. Si potrà ottenere un sostegno dal governo italiano o dalla Commissione Europea per ridurre la propria bolletta energetica“, conclude.
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