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Scuola, la ripresa delle lezioni in presenza divide studenti e genitori

Il ritorno in aula spacca in due le opinioni di studenti e genitori. Oggi, lunedì 10 gennaio, è il primo giorno di scuola dopo le Festività natalizie. Eppure, in tutta Italia, non tutti sono d’accordo con la ripresa delle lezioni in presenza.

Scuola, a Roma si riparte con le classi semideserte

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Nella Capitale è un rientro tra i banchi complicato quello dopo la pausa invernale. Le classi, infatti, sono semivuote tra personale e alunni in quarantena o positivi al Covid-19. Il liceo Newton, a Roma, riparte con 13 docenti e due del personale amministrativo assenti, inoltre 80 ragazzi positivi e altrettanti in quarantena.
Questa è una situazione ibrida e non si può dire che stia ricominciando la scuola nella sua completezza“, ha spiega la preside dell’istituto, Cristina Costarelli.Quasi tutte le classi sono dimezzate e si teme è che entro pochi giorni intere classi possano andare a distanza“, ha aggiunto.

Milano, la preoccupazione degli studenti: “Scelte del governo incomprensibili”

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Preoccupazione tra gli studenti milanesi al ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie. I licei di Milano hanno riaperto le porte ma la preoccupazione tra i ragazzi non manca, sospesi tra Covid e contagi in aumento. “Le scelte del governo sono incomprensibili, hanno chiuso quando potevano lasciare aperto e riaprono quando invece era meglio tenere chiuso. Così rischiamo di perdere un altro anno”, dicono i liceali prima di entrare in classe. “Abbiamo diversi compagni positivi che sono a casa in Dad, non sappiamo cosa succederà nei prossimi giorni”.

Studenti a Napoli: “Ok al rientro a scuola ma in sicurezza”

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Preoccupazione per il rientro a scuola anche a Napoli. Nel capoluogo campano gli studenti sono contenti di tornare in presenza, ma sperano che ciò possa avvenire in sicurezza: “Consapevoli dei limiti della Dad pensiamo che al momento sia questo l’unico strumento di tutela reale per gli studenti“, hanno commentato alcuni ragazzi del Liceo Vittorini di Napoli.

E ancora: “Ci sono stati due anni – denunciano gli studenti – per occuparsi delle classi pollaio e del trasporto pubblico e invece niente è stato fatto. Noi vogliamo tornare in presenza ma in sicurezza“.

Torino, genitori felici del rientro in presenza: “Dad spada di Damocle”

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“La dad è una spada di Damocle: noi siamo due infermieri, la scuola è un punto di riferimento per la gestione famigliare, speriamo che le lezioni a casa siano l’ultima ratio. I genitori sono in fila davanti alla scuola elementare di Torino Michele Lessona, dove come nel resto della Città suona la prima campanella del 2022. “Non bisogna lasciare i bambini a casa ma fare in modo che gli ambienti siano arieggiati, non è stato speso un soldo per le scuole ma perché punire i bambini?, dice una mamma. “Basta con questo cancan sul Covid, stiamo facendo rumore e i nostri figli ne soffrono”. “Spero che le lezioni vadano avanti, il blocco mortifica l’aspetto culturale. Non sono minimamente preoccupato dei contagi”.

Firenze, rientro a scuola e genitori divisi: “Troppo rischioso con tanti contagi”

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Ritornano a scuola anche gli studenti della Toscana. A Firenze i ragazzini della scuola media Carducci rientrano dopo le vacanze natalizie e i genitori sono divisi, non tutti sono entusiasti del rientro in classe. Una madre: “Ho due ragazzine, non sono contenta che sia cominciata ora la scuola, i contagi stanno aumentando, sono molto preoccupata. Secondo me è una spada di Damocle. Ogni giorno è un rischio. Ieri ho fatto il vaccino a mia figlia, deve fare il richiamo. Anche io non apprezzo la Dad, ma ora con tutti questi casi, con gli ospedali pieni, non avrei riaperto la scuola”.

Un padre davanti all’istituto: Io son contento, la presenza è indispensabile. Speriamo non succeda niente, mio figlio è vaccinato, gli insegnanti sono attenti. La Dad deve essere un’emergenza, ma la regola è giusto che sia la lezione in presenza”.

Redazione

La redazione di newsby è composta da giornalisti e video giornalisti attivi su tutto il territorio nazionale, con presidi su Roma, Milano, Torino, Napoli e, all’estero, a Bruxelles/Strasburgo per i lavori del Parlamento Europeo.

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