CRONACA

Regeni, i genitori: “Giustizia per Giulio è aiuto al popolo egiziano”

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Intervenendo alla sottocommissione dei diritti umani del Parlamento Ue, Paola Defendi e Caludio Regeni, i genitori di Giulio Regeni, hanno parlato della morte del figlio e dell’importanza di arrivare alla verità. “Noi vogliamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà al popolo egiziano per tutto quello che gli sta succedendo. Giulio era uno straniero e con Giulio il mondo ha capito che anche a un cittadino non egiziano, a una cittadina non egiziana, può accadere di essere preso, torturato e ucciso deliberatamente“, hanno dichiarato.

Noi chiediamo la vostra vicinanza e il vostro aiuto con fatti concreti. Fare verità e giustizia per Giulio significherebbe anche aiutare il popolo egiziano. In tutti questi anni abbiamo sentito soltanto parole e poche azioni e nessuna reale conseguenza è stata presa. Mentre le nazioni singole vanno avanti, procedono, secondo i propri interessi particolari. La procura di Roma ha una autopsia di più di 260 pagine su Giulio. Questa è la testimonianza più grande che possiamo offrire nel discorso del non rispetto dei diritti umani“, hanno aggiunto.

Regeni, Avv. Ballerini: “Serve pressione UE per avere elezione domicilio imputati”

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Anche Alessandra Ballerini, la legale della famiglia Regeni, è intervenuta alla sottocommissione dei diritti umani dell’Eurocamera. “Il 14 ottobre in Corte d’assise si è deciso che non si può procedere in assenza degli imputati. E questo perché non è stato possibile notificare a mano degli imputati i singoli atti con i capi di imputazione. Perché i singoli imputati si sono sempre sottratti volontariamente al processo, lo Stato egiziano li protegge e nessuno Stato europeo è riuscito a fare pressioni da ottenere l’elezione di domicilio degli imputati. Eppure gli ambasciatori dei nostri Stati sono lì, come i rappresentati dei nostri Stati, continuamente a stringere le mani ad Al Sisi o ai loro omologhi egiziani“.

Così si impedisce il processo, si conclama l’impunità di chi sequestra, tortura, uccide. Chiediamo all’UE, ai Paesi dell’Ue, al Parlamento europeo di fare tutte le pressioni che possono fare in ogni incontro con le autorità egiziane per avere l’elezione di domicilio dei 4 imputati“.

 

Giulia Torbidoni

Classe 1983, marchigiana a Bruxelles da 4 anni, dal 2017 realizzo in totale autonomia servizi videogiornalistici. Copro i lavori delle istituzioni europee e mi sposto dalla capitale belga alla alsaziana Strasburgo per seguire le plenarie dell'Eurocamera. Appassionata di politica e di musica, mi sono laureata a Bologna in lettere classiche indirizzo archeologico e ho conseguito il diploma in pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro. Sono giornalista professionista dal 2010.

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