Le donne si fanno sentire: nella giornata del Primo Maggio, infatti, le militanti del movimento femminista hanno attaccato striscioni davanti alle scuole di Roma (Diaz, Di Donato, Mazzini e Toti), per denunciare “l’enorme contraddizione di un Governo che riapre al lavoro non garantendo che tutti i settori della riproduzione sociale siano messi in sicurezza attraverso investimenti sostanziali e strutturali che garantiscano la sicurezza sanitaria di tutti e tutte, lavoratrici, studenti e genitori”.
In questo strano Primo Maggio, fortemente condizionato ancora dall’attuale emergenza Coronavirus, alcune donne hanno deciso quindi di attaccare diversi striscioni con scritto “Senza le scuole non si torna al lavoro. Primo Maggio femminista”. Un modo per protestare contro le politiche adottate dal Governo, che nei giorni scorsi ha annunciato il proseguimento della chiusura di tutte le scuole almeno fino al prossimo settembre.
Tenendo anche conto del fatto che molte mamme avranno molte difficoltà a conciliare il ritorno al lavoro con il prendersi cura dei bambini, costretti a rimanere a casa. Un tema che era già stato portato alla luce qualche settimana fa dalle mamme ideatrici di un famoso blog, che si erano chieste: “Quando si comincia a parlare di ripartenza delle attività economiche, immaginiamo che i genitori debbano andare a lavorare. Ma se le scuole sono chiuse e coi nonni fuori combattimento, esattamente chi si prende cura dei bambini? Questa è esattamente la nostra domanda: chi pensa ai bambini?”
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