Alla fine, seppur con molte difficoltà, la situazione si è risolta positivamente. Certo che le primissime ore di domenica 12 giugno a Palermo hanno creato non pochi imbarazzi nello svolgimento regolare delle elezioni Comunali (nonché dei referendum della Giustizia). A causa del forfait improvviso di oltre un centinaio di presidenti e scrutatori, infatti, la Prefettura ha provato disperatamente a nominare i sostituti in extremis così da consentire le operazioni elettorali. Un tentativo che però è andato a buon fine solo in parte.
A seggi appena aperti, infatti, erano una cinquantina le sezioni elettorali dove mancavano ancora i presidenti per avviare le operazioni. Gli scrutatori che erano in attesa non potevano far altro che rispedire a casa gli elettori. “Abbiamo lavorato tutta la notte per reperire presidenti”, ha detto Antonio Le Donne, segretario generale del comune di Palermo.
Il caos è cominciato nel pomeriggio di sabato 11. In molte sezioni dislocate all’interno delle scuole non si sono potuti insediare regolarmente i seggi per mancanza di presidenti. Le prime avvisaglie sul forfait si erano avute già venerdì con il comune di Palermo che aveva fatto appello agli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti per reperire professionisti da impiegare come presidenti in vista delle elezioni. “Siamo praticamente sequestrati. È chiaro che non ci possiamo allontanare perché rischiamo una denuncia penale per abbandono di seggio elettorale. Ci hanno ripetutamente assicurato che il presidente sarebbe arrivato: finora ancora non si è visto nessuno”. Così ha raccontato uno scrutatore all’Ansa nella notte tra sabato e domenica.
Nella serata delle amministrative, tra l’altro, allo stadio “Renzo Barbera” la squadra di calcio del Palermo gioca la finale di Play off serie C contro il Padova per la promozione, per un pienone di oltre 34mila spettatori. Proprio la concomitanza con le elezioni aveva suggerito la possibilità di un rinvio della partita, anche a causa delle previste defezioni da parte di molti tifosi pronti a rinunciare alla nomina a scrutatore o presidente di seggio pur di non perdere l’occasione di assistere al match e festeggiare la promozione in Serie B. Ma la Prefettura aveva deciso di confermare la data dell’evento sportivo.
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