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Open Arms, niente processo: “Salvataggio in mare è doveroso”

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Nonostante la richiesta della Procura e nonostante la richiesta dell’Avvocatura dello Stato, il giudice per le indagini preliminari di Ragusa ha disposto ieri il non luogo a procedere“. Lo afferma Arturo Salerni avvocato della Open Arms nell’ambito del procedimento che riguarda la nave Ong cui nell’agosto 2019 fu negato lo sbarco a Lampedusa per 19 giorni. A bordo c’erano 164 migranti soccorsi nel Mediterraneo.

La sentenza del Gip: “Niente favoreggiamento all’immigrazione”

Della sentenza ancora dobbiamo conoscere le motivazioni. Ma ad ogni modo essa dichiara che non sussiste il reato di violenza privata e che non è punibile il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Questo per l’esistenza di uno stato di necessità. Si tratta di quello di salvare i naufraghi da un pericolo o un danno alla loro salute e alla loro incolumità“, spiega il difensore della Open Arms.

Salerni evidenzia l’importanza di un simile dispositivo: “Questa sentenza è importante, perché chiarisce il fatto che l’autorità italiana, che aveva preso il coordinamento delle operazioni dall’inizio, era quella predisposta ad indicare il porto dove far attraccare la nave. È un fatto molto importante, perché ci dice che è dovere di quella autorità indicarlo“. C’è poi un aspetto che riguarda più da vicino la nave Open Arms: “La sentenza ci dice anche che le convenzioni internazionali per il diritto internazionale marittimo e quelle per la tutela dei rifugiati vanno assolutamente rispettate. E non possono essere violate da nessuno“.

Ecco perché la Open Arms non ha commesso reati

In altre parole, l’operato della Open Arms è stato inattaccabile dal punto di vista legislativo. Lo spiega l’avvocato Salerni: “La sentenza afferma il principio che il salvataggio delle persone in mare è legittimo. Anzi, doveroso. Ribadisce anche che il salvataggio dei naufraghi si completa con lo sbarco in un porto sicuro. Per essere sicuro, dev’essere un porto in cui vengono rispettati i diritti umani. Consegnare i naufraghi alla Libia non era conforme al diritto internazionale“.

Un commento anche sul fatto che, nel 2019, l’Italia considerasse la Libia un porto sicuro. “Su questo c’è stata una certa confusione. Ma immediatamente la magistratura ha definito tale fatto assolutamente impossibile e inconcepibile. E questa sentenza non è isolata, penso alla vicenda Sea Watch. L’assolutezza del principio di salvare vite umane fa parte del nostro ordinamento, come garantito dall’articolo 10 della Costituzione“, ricorda Salerni. Ecco perché la Open Arms, secondo il Gip di Ragusa, non ha commesso reati.

Redazione

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