Nozze gay possibili per il re in Olanda, vietate in Italia: il punto

Il premier Mark Rutte, al termine di un dibattito scatenato dalla principessa Amalia, dice sì alle nozze gay anche per gli eredi al trono. E l'Italia, in Europa, è sempre più minoranza

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Foto Wikimedia Commons
newsby Marco Enzo Venturini13 Ottobre 2021


Mentre in Italia ancora si discute a proposito del Ddl Zan e dell’opportunità di inserire nell’ordinamento nostrano le nozze gay, il dibattito in Olanda si sposta parecchi passi più in là. È infatti possibile che un erede al trono sposi una persona dello stesso sesso? Questione sollevata dalla principessa Catharina-Amalia, e la cui risposta sembra essere .

Nozze gay: perché in Olanda se ne è discusso

La giovanissima erede al trono (ha 17 anni) ha infatti generato un dibattito parlamentare attraverso il libro “Amalia, Duty Calls“. Qui il riferimento è alla monarchia olandese e alla regole che la governano. Che, secondo la principessa, sono ormai antiquate e superate dai tempi. A partire proprio dalle nozze gay e, estendendo il campo, per tutto ciò che riguarda i conflitti di genere.

Alla fine della discussione in Parlamento, quindi, è stato il primo ministro Mark Rutte a dire sì alle nozze gay anche per un possibile futuro re o una possibile futura regina dell’Olanda. “Il Governo ritiene che l’erede al trono debba poter sposare anche una persona del suo stesso sesso. In quel caso, non dovrebbe essere costretto ad abdicare“, ha scritto il premier in una lettera destinata al Parlamento e diffusa anche dal ‘Guardian’.

La situazione in Europa (Italia inclusa)

Una situazione che non dovrebbe stupire, considerando il fatto che l’Olanda fu la prima nazione d’Europa a riconoscere le nozze gay nel 2001. A inferocire il dibattito sul suolo nostrano è però proprio la situazione dell’Italia. Prima del maggio 2016 e della Legge Cirinnà, infatti, il nostro era tra i Paesi che non prevedeva alcun riconoscimento legale per le coppie omosessuali. Tanto da essere sanzionato dalla Corte Europea per violazione dei diritti umani.

Attualmente le unioni omosessuali, per quanto riguarda l’Europa, sono costituzionalmente vietate solo in Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Austria e Svizzera sono state le ultime a introdurre nell’ordinamento le nozze gay. L’Italia si trova invece nel “pastone” che comprende Croazia, Grecia, Slovenia, Estonia e Repubblica Ceca, le nazioni in cui esistono unioni civili tra omosessuali, ma non equiparabili al matrimonio.

Tanti passi, insomma, ci separano dall’Olanda. Che, va detto, su questi temi rappresenta una nazione (e una monarchia) particolarmente all’avanguardia. Si pensi anche al raffronto con il Regno Unito, e i colossali problemi denunciati nello scorso mese di marzo da Meghan Markle. Che riguardavano, in quel caso, le origini etniche della sua famiglia d’origine e questioni psicologiche. Altro che nozze gay…


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