Natale in tempo di Covid, le buone regole da tenere in famiglia: i consigli degli esperti

Quante persone è bene invitare? Nonni e nipoti, insieme o separati? Baci e abbracci sono concessi? Tutti i consigli degli esperti in vista delle festività natalizie

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Foto Pexels | Nicole Michalou
newsby Linda Pedraglio2 Dicembre 2021


Mentre le case si riempiono di addobbi e le nonne iniziano a preparare i tortellini di Natale, sono in tanti a chiedersi come celebrare le feste nel rispetto delle misure anti-contagio. Da quante persone invitare, a come organizzare i tavoli, fino all’annoso dubbio su baci e abbracci, gli esperti offrono consigli e suggerimenti per festeggiare il Natale in compagnia dei propri cari, senza dimenticare le misure di distanziamento sociale.

Vaccinarsi entro Natale (inclusi i bambini)

Durante le feste natalizie se i nonni sono vaccinati, il rischio rispetto al contatto con i nipotini si riduce di molto. Se papà e mamma sono vaccinati, ancora di più”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed ex assessore alla Sanità della Puglia. “Se anche i nipoti fossero vaccinati sarebbe il massimo, ma ancora il vaccino per i piccoli non è disponibile. Quest’anno però la cena di Natale in famiglia può essere più serena rispetto allo scorso anno“.

Attenzione ai nonni senza terza dose

Il Natale separato tra nonni e nipotini ancora non vaccinati? ” Non è necessario ma dovrà essere un Natale attento. Perché gli anziani che non hanno fatto la terza dose, o sono particolarmente fragili, corrono il rischio di infettarsi. Non è il caso di fare grandi tavolate ma, conoscendosi in famiglia e adottando qualche precauzione, possiamo concederci feste serene“. Lo spiega all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e docente d’Igiene.

Baci e abbracci sì (ma solo se vaccinati)

Credo che un abbraccio mancato a un nonno, a un parente, sotto Natale sia molto molto grave dal punto di vista sociale e psicologico“. Lo sostiene Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica dell’ospedale Sacco di Milano. “Se è vero che ci possiamo infettare benché immunizzati contro Sars-CoV-2, è anche vero che questo vaccino ci ha promesso di salvarci dalla morte e dalla forma severa” di malattia. Quindi, “sì la mascherina, sì il distanziamento, però non esageriamo. Non dividiamo ciò che la società nei secoli ha costruito“, spiega Gismondo.

Più severo il parere di Roberto Cauda, direttore di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma.  “Non c’è una regola assoluta su ciò che si può fare o non si può fare. Certo, il bacetto al nonno anche se è per ringraziare del regalo ricevuto forse si potrebbe evitare. Bisogna cercare, prosegue Cauda, “di stare un po’ più a distanza tenendo presente che c’è una quota parte di giovani over 12 e tutti quelli under 12 che non sono ancora vaccinati. Consiglierei – conclude il professore – anche un paio di tamponi, soprattutto alle persone che magari hanno un raffreddore, per evitare rischi“.

Evitare cene numerose

E’ chiaro che dobbiamo spingere sulle terze dosi ai nonni e recuperare con le prime dose. Ma il Natale deve essere quello che conosciamo da sempre, con gli abbracci e passandolo con le persone care“, sostiene Matteo Bassetti. “Magari evitiamo cene con decine e decine di persone, ma i nostri nonni hanno sofferto troppo“. Sul numero di convitati Roberto Cauda invita alla cautela. “Non possiamo impedire il pranzo di Natale, però evidentemente quanto più grande è la platea di persone tanto più elevato teoricamente è il rischio. La vaccinazione funziona – precisa l’infettivologo –, ma funziona quanto più si è vaccinati con la terza dose“.

A Natale tavoli separati per nonni e nipoti

La cautela nelle persone anziane non deve venir meno, anche al di là del pranzo di Natale. L’essere vaccinati non ci deve esimere dall’impiego di tutte le precauzioni possibili, delle mascherine e del distanziamento“. E’ il monito di Roberto Cauda, direttore di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma.  Ancora più drastico Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). “Non dobbiamo essere pessimisti, si potranno anche passare con i propri cari. Ma – spiega Andreoni – rispettando alcune regole che poi sono quelle che conosciamo. Il fatto di riunirsi tra persone vaccinate riduce il rischio di infezione anche se non lo esclude. Il primo consiglio che posso dare è di creare un cordone di sicurezza per gli anziani e i fragili, ad esempio per i pranzi e le cene pensare a tavoli separati tra nipoti e nonni“, conclude Andreoni.

Arieggiare la stanza, mascherine al chiuso e distanziamento

Meglio indossare la mascherina e, quando possibile, mantenere sempre un certo distanziamento, soprattutto nei momenti di massimo festeggiamento. Se siamo cauti e accorti questo Natale riusciremo a festeggiarlo in famiglia“, aggiunge Andreoni. Dello stesso parere è l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata. “Se abbiamo anziani o persone fragili esse potranno entrare in contatto con altri solo da vaccinati” sottolinea Minelli. “Nel caso poi in cui vi siano under 12 non vaccinati o non ancora, sarebbe opportuno, per ragioni prudenziali, evitare contatti stretti o diretti e soprattutto per lungo tempo – avverte Minelli -. Mascherina al chiuso, locali ben arieggiati e un numero limitato di invitati a tavola sarebbero segnali di buon senso che possono ancora aiutarci, in attesa che la vaccinazione universale possa mostrare i benefici del suo corso“.

 

 

 

 

 


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