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Mario Cerciello Rega, inaugurata la stele in sua memoria a Roma

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Il 13 luglio ricorre l’anniversario della nascita del Vice Brigadiere, medaglia d’oro al valor civile, Mario Cerciello Rega. In mattinata, a Roma, in via Pietro Cossa angolo via Federico Cesi è stato scoperto un cippo marmoreo a lui dedicato. L’opera sorge in un’area realizzata dal I Municipio di Roma Capitale, nel luogo dove il Carabiniere fu ucciso il 26 luglio 2019 da due turisti statunitensi. I due sono stati condannati all’ergastolo.

Il ricordo del generale dei Carabinieri

La cerimonia si è svolta alla presenza dei parenti del militare caduto, nel rispetto delle normative anti-Covid. Presente anche il generale Marco Minicucci, comandante della Legione Carabinieri Lazio. “Non si tratta di una commemorazione – ha affermato –, ma del desiderio di ricordare Mario Cerciello Rega nel giorno della sua nascita e non della sua morte. Perché deve essere un momento di speranza“.

Il generale ha quindi spiegato perché onorare il ricordo di Mario Cerciello Rega nel luogo del suo omicidio. “Lo abbiamo voluto fare qui dove lui ha perso la vita, perché vogliamo dare una speranza di rinascita a tutti. Fino all’ultimo momento il vicebrigadiere ha incarnato il rispetto e il senso del dovere. Ha dedicato la sua vita al bene e alla sicurezza dei cittadini“, ha aggiunto.

La vedova di Mario Cerciello Rega: “Rimarrà in eterno”

Nel corso dell’evento ha parlato anche Rosa Maria Ersilio, vedova di Mario Cerciello Rega. “Oggi è il giorno del compleanno di mio marito Mario. E questa iniziativa è tanto carica di sentimenti di amore, rispetto, giustizia, speranza, onore e riconoscenza“.

Rosa Maria Ersilio si è quindi rivolta alle istituzioni che hanno voluto erigere la stele in memoria del marito. Un manufatto che, a suo giudizio, regalerà l’immortalità al ricordo di Mario Cerciello Rega: “Ringrazio l’Arma dei Carabinieri, il Comune di Roma, il Prefetto per questa concreta iniziativa per la memoria del sacrificio di mio marito Mario. Un sacrificio che rimarrà in eterno, in questa città eterna, la città di Roma“.

Francesca Del Vecchio

“Che altro avresti potuto fare?”. È la frase che mi ripetono tutti quelli che mi conoscono. Io, che sono ottimista, penso che intendano che sono nata per questo lavoro. La mia indole è un po’ vintage: se potessi, girerei dappertutto con penna e taccuino. Ma ho imparato a raccontare la realtà anche con strumenti più aggiornati: così è nata la mia passione per il giornalismo digitale. Sono coordinatrice di desk video per importanti editori nazionali, ma il mio primo amore è il mondo arabo, di cui scrivo quando posso (insomma: quelle poche volte che le giornate hanno 48 ore)

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