Green pass: numeri da capogiro, ma quasi un milione viene dai tamponi

I nuovi Green pass emessi nella giornata di lunedì sono stati 1.049.384, di cui oltre 910 mila derivano da tamponi negativi: è l'effetto dell'obbligo per i lavoratori

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newsby Marco Enzo Venturini20 Ottobre 2021


Continuano ad essere da capogiro i numeri legati ai nuovi Green pass emessi dopo l’introduzione dell’obbligo per i lavoratori. Come si può chiaramente leggere sulla piattaforma del Governo dedicata alla certificazione verde, infatti, nella giornata di lunedì 18 ottobre ne sono stati scaricati più di un milione. Ma a questo non corrisponde un aumento altrettanto significativo dei nuovi vaccinati.

Green pass: volano i numeri, ma non le vaccinazioni

Per la precisione i nuovi Green pass ammontano alla cifra esorbitante di 1.049.384. Un numero colossale, che si lega soprattutto a quella fetta di popolazione ancora scettica nei confronti del vaccino anti Covid. Di essi, infatti, solo 130.170 sono il frutto di nuove vaccinazioni, mentre ben 914.702 derivano da tamponi dall’esito negativo.

Già il giorno precedente, ossia domenica 17, erano state ben 437 mila le emissioni di nuovi Green pass. Un numero a sua volta monumentale, soprattutto se paragonato alle medie domenicali delle precedenti settimane. Anche solo rispetto a sette giorni prima, infatti, il numero dei nuovi passaporti verdi era cresciuto di oltre 150 mila unità.

Le difficoltà nella ricerca del tampone

lavoratori italiani attualmente senza vaccino anti Covid sono attualmente circa 3,8 milioni. Lo ha sottolineato lunedì a ‘Radio Cusano Campus’ il presidente della Fondazione GimbeNino Cartabellotta. “Le prime dosi di vaccino sono aumentate negli ultimi giorni, bisognerà vedere quanti altri si convinceranno – ha spiegato –. Ma nonostante lo sforzo enorme delle farmacie, soddisfare la domanda dei tamponi non è possibile“.

Il 18 ottobre, primo lunedì dopo l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro, in tutta Italia si sono registrate lunghe le code in farmacia per sottoporsi ai tamponi. Già da giorni, peraltro, le difficoltà non mancavano. A Milano, per esempio, già dal 13 ottobre non era possibile prenotarsi fino almeno al 26. “Ho paura di non farcela in tempo e di non riuscire a lavorare“, si era lamentato un autista di bus.


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