Green Pass, Barbero: “Obbligo ai cittadini? Una cosa rischiosa”

Lo storico Alessandro Barbero torna a parlare di Green Pass obbligatorio dopo le polemiche sollevate dalle sue ultime dichiarazioni: "La mia posizione è sofferta"

newsby Sara Iacomussi16 Settembre 2021



Dopo le polemiche sollevate dalle sue ultime dichiarazioni, lo storico Alessandro Barbero torna a parlare di Green Pass. “La mia posizione è sofferta, piena di dubbi. Non è quello che mi sarei aspettato, cioè imporre un obbligo a tutti i cittadini“, spiega Barbero. “Da sinistra l’idea di affidare alle aziende un modo di controllo sui loro lavoratori è una cosa rischiosa, contro tutta la tradizione di sinistra“, prosegue lo storico. “Vi sembra la stessa cosa l’obbligo del Green Pass e l’obbligo dei vaccini? Rispondetevi da soli“, così Alessandro Barbero, a Torino oggi a sostegno del candidato sindaco Angelo D’Orsi.

Barbero: “La sinistra si preoccupi e chieda chiarimenti”

Si stanno facendo cose per cui è legittimo che la sinistra si preoccupi e chieda chiarimenti“, aggiunge lo storico torinese. “In passato sempre i Governi sono stati autoritari e hanno preteso certificati di obbedienza dai loro cittadini, non serve fare paragoni con situazioni terribili”, commenta Barbero. “Siamo in un’epoca in cui ci preoccupiamo all’idea che i Governi esigano fedeltà da parte dei cittadini senza assumersi a loro volta fino in fondo le loro responsabilità?“. Queste le parole di Alessandro Barbero a margine di un incontro con candidato sindaco Angelo D’Orsi.

Lo storico è tra i 150 docenti universitari contro l’obbligo di Green Pass

Alessandro Barbero è tra i 150 docenti universitari contro l’obbligo di Green Pass per accedere alle aule delle università italiane. L’obiettivo dell’appello è quello di avviare “un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico sui pericoli di tale misura. Per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti. Per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l’accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi a servizi universitari”. Si richiede che “venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione“. Tra gli altri firmatari, c’è anche Paolo Becchi, professore di Filosofia all’Università di Genova, noto per le sue posizioni ambigue e vicine a quelle dei No vax e No Green pass.

 

 


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