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Sono arrivati questa mattina presto da Riva di Chieri, in provincia di Torino, per protestare sotto al MISE e per chiedere al ministro di prendere provvedimenti seri riguardo il loro posto di lavoro. Questi sono i lavoratori di Ventures (Ex Embraco) che dal prossimo 23 gennaio si ritroveranno senza lavoro e senza cassa integrazione. Una situazione drammatica che li ha spinti ad arrivare da Torino fino al MISE per chiedere la salvaguardia del loro futuro. “La colpa è di Calenda”, tuona un lavoratore, “è lui che ci ha venduti alla Ventures per poi essere truffati“. Una posizione condivisa da tutti gli operai che, però, ora aspettano risposte concrete dal ministro Giorgetti, soprattutto dopo le promesse dell’ultima campagna elettorale di Torino e il no ad Italcomp. “Ci sono persone che prendono i pacchi alla Caritas ed altre che non riescono a pagare l’affitto, questa è la situazione in cui ci troviamo”, racconta un operaio Embraco.
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“Oggi ci aspettiamo che il MISE, oltre che smontare le ipotesi, sappia montare delle risposte. Quindi, vogliamo sapere chi potrà acquisire Embraco, quale futuro per questi lavoratori e come verranno tutelati nel mentre visto che siamo alla vigilia della scadenza della CIG”. Così la Segretaria Nazionale della FIOM, Barbara Tibaldi, prima dell’incontro al MISE per discutere del futuro della Ex Embraco. “Il futuro degli operai dovrà essere garantito a partire da un percorso che il Ministero ha obbligo morale di istituire. Queste persone lottano da quattro anni e si sono indebitati“, ha concluso.
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“Nell’incontro di oggi chiederemo manforte al Ministero per mettere fine a questo scandalo. I soldi messi a disposizione da Embraco per i lavoratori vengono utilizzati per pagare i debiti. Per questo chiediamo che il fondo di 20 milioni di euro venga utilizzato per risarcire i lavoratori che sono stati presi in giro dalla politica. Faremo di tutto per trovare qualcuno che investa in quell’area per ridare occupazione a quell’area”. Così il Segretario Nazionale della UILM, Gianluca Ficco, prima dell’incontro al MISE per discutere del futuro della Ex Embraco. “Di chi sono le responsabilità di questo fallimento? Di chi usava toni di facili trionfalismi e dei ministri che si sono succeduti. Si può sbagliare, ma quello che il rappresentante della politica non deve fare è demagogia e promesse impossibili“, ha concluso.
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