CRONACA

Emilio Fede arrestato per evasione: “Come il peggiore delinquente”

L’ex direttore del Tg4 Emilio Fede è stato arrestato a Napoli mentre cenava con la moglie Diana De Feo in un ristorante del lungomare di via Partenope. Fede era appena arrivato da Milano per festeggiare con la moglie il suo 89esimo compleanno (è nato il 24 giugno 1931) quando sei carabinieri in borghese sono piombati nel locale e hanno invitato il popolare giornalista a rientrare in hotel. Fede è accusato di evasione dagli arresti domiciliari avendo lasciato la sua abitazione di Milano, dove, dopo aver scontato sette mesi, doveva completare la pena con 4 anni di servizi sociali.

La scena con la quale si è svolto l’arresto di Emilio Fede

Emilio Fede era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi nell’ambito del processo Ruby Bis, ha scontato 7 mesi di arresti domiciliari e ora deve completare la pena con 4 anni di servizi sociali, ma sarebbe partito comunque da Milano in direzione Napoli senza attendere l’autorizzazione del giudice del tribunale di sorveglianza milanese. La scena descritta dal giornale napoletano il Roma avrebbe dell’incredibile: sei carabinieri in borghese sono piombati nel locale e hanno invitato Emilio Fede, visibilmente claudicante per una recente caduta che gli aveva procurato notevoli danni alla gamba, a rientrare subito nell’albergo dove aveva poco prima depositato le valigie. Il capitano dei carabinieri gli ha consegnato la richiesta del magistrato di Milano in cui il giornalista viene considerato latitante per evasione, avendo lasciato la sua abitazione di Milano.

In attesa dell’autorizzazione del giudice del tribunale di sorveglianza milanese, che in giornata avrebbe dato l’ok al suo viaggio a Napoli, Emilio Fede, dopo aver informato i carabinieri di Segrate, è partito così alla volta di Napoli in treno per raggiungere la moglie, l’ex senatrice di Forza Italia Diana De Feo, nella sua abitazione napoletana, in occasione del suo compleanno. Il giornalista sarebbe poi rientrato a Milano giovedì prossimo.  I carabinieri, dopo averlo scortato in albergo e interrogato, anche in contatto con il suo avvocato milanese, gli hanno intimato di non uscire in attesa della decisione del giudice che verrà presa stamattina per la convalida. Fede dovrebbe comunque fare rientro nella sua abitazione a Milano nelle prossime ore. La moglie, visibilmente sotto choc, ha fatto rientro a casa.

Il racconto di Emilio Fede

“È stato terrorizzante. Compivo gli anni e da Milano, con i domiciliari finiti, sono partito per trascorrere due giorni con mia moglie. Siamo andati al ristorante a mangiare una pizza io e lei, e lì sono arrivati i carabinieri, notificandomi gli arresti per il reato di evasione. Mi sono venuti ad arrestare per evasione perché non ho atteso le disposizioni per i servizi sociali. Si sono presentati un capitano dei carabinieri, peraltro gentilissimo, con tre militari, come fossi il peggiore dei delinquenti”. Così Emilio Fede racconta all’Ansa il momento del suo arresto avvenuto lunedì sera a Napoli mentre si trovava a cena con la consorte, in un ristorante della città.

“Mi viene contestato di essere partito da Milano quando non c’era ancora la firma sui servizi sociali. Sono stato accompagnato in albergo e ora non posso nemmeno affacciarmi alla finestra. Sei giorni fa”, prosegue l’ex direttore del TG4, “il Tribunale di sorveglianza di Milano, precisamente il magistrato La Rocca, mi ha comunicato che mi era stata concessa una liberazione anticipata. Sono proprio cose da pazzi, stavo mangiando una pizza con mia moglie ed ero appena arrivato a Napoli”.

“Pensi”, sottolinea ancora il giornalista, “che mi è stato addirittura negato di aprire la finestra. Io sono claustrofobico, sono stato operato alle vertebre e non posso camminare da solo, devo essere accompagnato e con il bastone. Voglio ricordare che sono caduto e adesso cammino appoggiandomi su un bastone. Immagini quanto posso essere pericoloso. Sono dispiaciuto per la giustizia e per la vita sociale visto che non posso neppure affacciarmi alla finestra. È stato un arresto davanti a tutti, sono terrorizzato, che si possa prendere un essere umano, non Emilio Fede, e arrestarlo così”.

Lorenzo Grossi

Classe '89, appassionato sin da piccolo di sport e scrittura. Già da "pischello" scrivevo come collaboratore per alcune testate giornalistiche a cui ho man mano affiancato radio, agenzie di stampa, tv e quotidiani cartacei. Ora è il momento di newsby! Nel carnet anche una breve ma intensa carriera di direttore di gara di calcio a 11.

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